Ferrari, puoi sognare: Hamilton è pronto e suona la carica

Lewis Hamilton riparte con la Ferrari verso il 2026: reset, rivoluzione tecnica e voglia di riscatto dopo un 2025 da incubo.

“Per un momento avevo dimenticato chi fossi. So cosa va fatto. Sarà una stagione pazzesca”. Quando Lewis Hamilton sceglie Instagram per chiudere i test e aprire simbolicamente il suo 2026, non è mai un messaggio casuale. È una presa di posizione. È un modo per mettere un punto al 2025 e, soprattutto, per riscrivere la riga successiva.

Hamilton positivo in vista della stagione 2026
Ferrari, puoi sognare: Hamilton è pronto e suona la carica – barlettasport.it

La stagione appena archiviata è stata la più dura della sua carriera. Zero podi: un dato che pesa, ancora di più se lo si incrocia con diciannove anni ai vertici della Formula 1. Un sesto posto finale in campionato, il confronto diretto perso con Charles Leclerc, un primo anno in rosso che lui stesso aveva definito “una specie di incubo”. Non sono numeri da campione abituato a dominare. Sono cicatrici.

Ma nel post che ha accompagnato la fine dei test c’è molto più di una cicatrice. C’è il pilota che osserva la nuova Ferrari nascere e si lascia coinvolgere dal processo: “Tutto viene costruito da zero, progettato e riprogettato più e più volte. E poi siamo solo in pochi a poter mettere alla prova quella macchina. È una sensazione che non invecchia mai”. È il linguaggio di chi ritrova entusiasmo nella fatica quotidiana. E lo dichiara senza filtri: “Mi sono resettato e rigenerato”.

Hamilton e il reset totale: squadra, tecnica e identità

Il 2026 non sarà una stagione come le altre. La rivoluzione regolamentare promette vetture più snelle, una nuova filosofia aerodinamica, power unit completamente ripensate. Una tabula rasa tecnica che, per un pilota di 41 anni con sette titoli mondiali in bacheca, può rappresentare l’ultima grande occasione per incidere davvero su un progetto fin dall’inizio.

Hamilton non è rimasto spettatore. Ha lavorato sullo sviluppo della nuova monoposto – dalla power unit all’ergonomia del volante – entrando nel cuore del progetto. E in Bahrain, nei primi test, la Ferrari ha dato segnali incoraggianti: solidità, equilibrio, una base su cui costruire. Nulla di definitivo, certo. Ma abbastanza per riaccendere il dibattito e, soprattutto, l’ambizione.

Il reset però non è solo tecnico. È umano, professionale. La separazione dallo storico manager Marc Hynes, ora coinvolto nel nascente progetto Cadillac, ha segnato un passaggio simbolico. Così come il cambio dell’ingegnere di pista rispetto a un 2025 segnato da tensioni via radio e da un’intesa mai davvero fluida. Anche nell’area comunicazione qualcosa si è mosso. È come se Hamilton avesse smontato il suo ecosistema per rimontarlo con pezzi nuovi. Con criteri nuovi.

“Grazie a voi e al vostro supporto non vedrete più quell’atteggiamento”. È una frase che suona quasi come un giuramento. Non solo alla squadra, ma ai tifosi. A chi si aspettava un impatto diverso nel primo anno in rosso e ha visto invece smarrimento, frustrazione, qualche silenzio di troppo.

Fuori dalla pista, l’immagine di Hamilton continua a evolversi. Le foto social della sua vita privata, il racconto di una nuova fase personale, completano il quadro di un uomo che non vuole essere definito solo dal cronometro. Ma è in pista che si gioca tutto. E lì, il messaggio è chiarissimo: “Non vado da nessuna parte. Restate con me”.

Ferrari, dunque, può sognare? Sognare sì. Illudersi no. Perché il 2026 sarà una stagione pazzesca solo se alle parole seguiranno risultati concreti. La differenza la farà la macchina, certo. Ma la farà anche la capacità di Hamilton di trasformare quel reset in continuità, quella rigenerazione in velocità pura. Se davvero “sa cosa va fatto”, come dice, allora il Cavallino ha un motivo in più per crederci.

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