Sesia, le lacrime di una città Il tecnico biancorosso si commuove nel postpartita, applausi in sala stampa

Sesia, le lacrime di una città <small class="subtitle">Il tecnico biancorosso si commuove nel postpartita, applausi in sala stampa</small>

Bastano sei mesi per mandare un’intera tifoseria nello sconforto. Difficile, però, immaginare che anche i professionisti del mondo del pallone possano raggiungere lo stesso stato d’animo nello stesso lasso di tempo. E anche in questo, a quanto pare, la dirigenza del Barletta ha ottenuto un risultato evidente, che amplifica tutto ciò che sta succedendo ormai da mesi.

Le lacrime di Marco Sesia nella conferenza stampa di ieri pomeriggio, dopo lo 0-2 incassato dalla Lupa Roma, dimostra in che condizioni versa la squadra biancorossa, colpita nel segno dagli ultimi sette complicatissimi giorni. Solitamente, nei momenti difficili, il tecnico prova a fare da scudo e raccogliere le critiche del dopogara, difendendo i propri ragazzi. Questa volta no, questa volta c’è qualcosa di più. Questa volta l’allenatore piemontese non ha nulla da difendere dopo undici risultati utili consecutivi, ma si fa portavoce della situazione disastrosa dei suoi, prime vittime delle difficoltà societarie scoperchiate definitivamente lunedì. La commozione del mister e gli applausi in conferenza stampa fanno rapidamente il giro del web, anche sui portali nazionali.

Ma a queste, si aggiungono anche le lacrime di tutta la tifoseria barlettana, costretta a lottare per difendere la propria storia e la permanenza nel professionismo. Lacrime metaforiche di una città che prova a mobilitarsi: dopo aver avviato la colletta a metà settimana, è cominciata anche la mobilitazione in vista di Benevento, per dimostrare ai propri giocatori di avere ancora una spalla forte su cui contare. Nulla da rimproverare a Liverani e compagni, visibilmente provati nel match di ieri pomeriggio, ma il segnale è inequivocabile: la battaglia per sopravvivere è tutta da giocare e il sostegno per il futuro passa anche dalla prossima trasferta, con l’auspicio di raggiungere un congruo numero di biancorossi al seguito.

E chissà se, tra tutte queste lacrime, ci sono anche quelle di Roberto Tatò. L’ex patron di via Vittorio Veneto, dopo aver ribadito il suo completo disimpegno da qualsiasi vicenda calcistica, sta vedendo smantellarsi una creatura spesso contorta, ma sempre impeccabile sotto l’aspetto economico, fino a quando il timone è stato nelle sue mani. Probabilmente anche la sua mente, almeno una volta al giorno, va alla tempesta che sta colpendo il suo vecchio club.

Alzati e combatti, viene da dire ad ogni categoria che gravita in orbita Barletta Calcio. Le prime risposte si potranno avere già sabato prossimo sul campo della capolista, aspettando l’intervento di forze imprenditoriali disposte a raccogliere l’eredità di Perpignano. Ma a quali condizioni?

La commozione di Marco Sesia (Amica9tv)

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