Barletta Calcio, fronte unico per il futuro Dopo il segnale di ieri pomeriggio, è il momento dei veri passi in avanti

Barletta Calcio, fronte unico per il futuro <small class="subtitle">Dopo il segnale di ieri pomeriggio, è il momento dei veri passi in avanti</small>

La fine di un calvario annunciato. Si può riassumere così la giornata di ieri per Giuseppe Perpignano, ancora presidente in carica del Barletta Calcio ma completamente sfiduciato dai fatti, dopo quattro mesi di negazionismo ad oltranza con tifosi e stampa. Le difficoltà economiche ormai straripanti sono il fattore scatenante del pomeriggio di lunedì 16 febbraio, data in cui lo storico capo della tifoseria organizzata, Donato Fanelli, ha ottenuto la procura a vendere le quote societarie biancorosse, salvo clausola di gradimento. In questo modo, la figura terza avrà facoltà di reperire forze imprenditoriali e mediare con l’attuale patron del club, che mantiene il potere discrezionale su cifra di vendita e benestare nei confronti del potenziale acquirente.

Quello che si è concluso con l’atto notarile di ieri sera, però, non è neanche da considerarsi la chiusura di un primo capitolo della vicenda. La situazione rimane in alto mare, tenendo conto delle difficoltà a cui stanno andando incontro i diversi giocatori, tra l’altro applauditi alla ripresa degli allenamenti di questa mattina. La proprietà rimane nelle mani dell’attuale numero uno di via Vittorio Veneto, che ieri non ha potuto ratificare la cessione del pacchetto azionario a causa dell’assenza del sindaco Cascella. Questo significa, in parole spicciole, che la latitanza dei pagamenti è destinata a continuare finchè non ci sarà un sostituto in grado di ripianare i conti in rosso.

A prescindere da tutte le critiche, sempre costruttive, messe in atto durante l’ultimo nebuloso periodo, e altrettanto a prescindere dalla redenzione di chi, per innato ottimismo e fiducia nella dirigenza, ha cercato di credere con tutte le forze alle parole poi infondate di Perpignano, è arrivato il momento di remare tutti dalla stessa parte. Il Barletta si prepara ad attraversare i quattro mesi più difficili della sua storia recente, con una serie di spese da fronteggiare ed un campionato da portare a termine, malgrado la penalizzazione in arrivo e malgrado l’assenza di obblighi per i calciatori, che incarnano l’immane capitale umano di cui dispone questa piazza.

In una situazione così complicata, undici risultati consecutivi valgono tutti gli elogi possibili, che comunque non possono sostituirsi alla retribuzione pattuita e soprattutto meritata. L’appello lanciato ieri dalla figura di spicco del movimento ultras barlettano, a cui si è incondizionatamente affiancato l’ex presidente biancorosso Francesco Sfrecola, è rivolto alla classe imprenditoriale cittadina, che stavolta non ha tempo per lunghi briefing, trattative o messaggi in codice. E sicuramente, l’appello è anche riferito a Perpignano, chiamato a fare un altro passo indietro per la cessione delle quote. Il primo segnale è stato lanciato, i quattro mesi di tempo tendono una mano alla ricostruzione del Barletta Calcio.

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