Barletta Calcio, il doppio volto del pari Squadra fiacca e fischiata a fine partita, ma la classifica continua a muoversi

Barletta Calcio, il doppio volto del pari <small class="subtitle">Squadra fiacca e fischiata a fine partita, ma la classifica continua a muoversi</small>

La prima reazione non può che essere questa. Prima solo dalla tribuna, poi centinaia di fischi per una squadra con poco mordente e addirittura alle corde in qualche frangente del match. Il Barletta di ieri sera raccoglie il disappunto del Puttilli, che contro il Melfi si aspettava il double dopo il successo sul Martina, o quantomeno una prestazione all’altezza delle aspettative e, soprattutto, della posta in palio. Arriva invece un pareggio scialbo, zero a zero, tra undici giocatori fiacchi e altri undici che sopperiscono all’inesperienza con tanta corsa e solidità difensiva. E bisogna anche tirare un sospiro di sollievo, subito dopo l’ennesimo grazie rivolto a Liverani. Il day-after, però, può anche avere una piccola fessura in cui guardare con spirito positivo.

De Rose, calo inatteso.

De Rose, calo inatteso.

Perchè non è un buon pareggio – Alla vigilia, le premesse per strappare il bottino pieno c’erano tutte. Serie negativa dimenticata, una vittoria di forza nella giornata precedente e secondo impegno consecutivo tra le mura amiche, tra l’altro contro una diretta concorrente per la salvezza. Forse sono proprio le credenziali con cui si arriva al fischio d’inizio, le cause di un flop così netto. Invece di sfruttare la ghiotta occasione, i biancorossi scendono in campo quasi per fare un favore ai tifosi accorsi in via Vittorio Veneto. Anche il Melfi, temendo la presunta fame del Barletta, comincia in sordina e lascia la supremazia del centrocampo ai padroni di casa. Ma appena cala De Rose, i lucani si rendono conto di poter uscire dal guscio e gestiscono in maniera più tranquilla un pareggio che vale tanto. L’eccezione è data soltanto da dieci minuti a cavallo tra primo e secondo tempo, poi gli ospiti riprendono le redini della gara e sfiorano a più riprese un clamoroso vantaggio. Nei passaggi all’indietro sulle corsie esterne, nel baricentro al di qua del centrocampo e nella scarsa freddezza sotto porta si possono ritrovare tutte le motivazioni dei fischi di fine gara.

Gruppo e coraggio, fattori per la salvezza.

Gruppo e coraggio, fattori per la salvezza.

Perchè è un buon pareggio – Buon pareggio si fa per dire. Una visione cinica e utilitaristica di questo punto pone in secondo piano un gioco pressoché inesistente, basato sulle fiammate di un Floriano ben limitato da Guerriera. Non avranno dimostrato di essere esteti del calcio, né tantomeno del girone C, ma i biancorossi muovono la classifica per la seconda settimana di fila. E dopo sei sconfitte consecutive tra campionato e coppa, con la zona playout che si è avvicinata progressivamente fino a trascinare il Barletta nelle retrovie, questo è il dato più importante in chiave salvezza. La quintultima dista ora due punti, con il trittico di scontri diretti concluso ed una trasferta a Catanzaro da affrontare tra quattro giorni: il pareggio con il Melfi sia da lezione in entrambi i sensi descritti.

Adesso è tempo di riorganizzarsi rapidamente, per arrivare all’appuntamento del Ceravolo con il giusto piglio. Vietato considerarsi vittima sacrificale, la classifica rimane precaria e il girone d’andata regala ancora occasioni importanti per immagazzinare punti salvezza. Tre scontri diretti contro Aversa, Lamezia e Ischia, due avversari temibili come Catanzaro e Salernitana, infine il derby di Foggia: è il momento di tirar fuori gli artigli.

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