Carrara: “ci vuole cattiveria” "Chiudiamo il campionato con dignità. Traghettatore? Vedremo tra un mese e mezzo"

Carrara: “ci vuole cattiveria” <small class="subtitle">"Chiudiamo il campionato con dignità. Traghettatore? Vedremo tra un mese e mezzo"</small>

È la prima conferenza stampa dopo la tempesta che ha coinvolto Martino, Orlandi e Mondilla. È la prima conferenza stampa di Marco Carrara come allenatore della prima squadra. Il momento è difficile, non lo nasconde. Evidenti sono le differenze del neo-mister biancorosso nell’approccio con la stampa, prende parola senza pensarci su due volte.

Ha giocato a calcio, ha vissuto tante esperienze, ma da ex calciatore del Barletta (nel 1990/91 ndr) come ha vissuto una stagione con una squadra sempre triste, quasi mai reattiva, come spiega questo?
Penso che i campionati hanno tutte storie a se. Il nostro è iniziato malissimo, i numeri lo dicono. Abbiamo avuto un periodo a cavallo tra fine anno e inizio anno in cui abbiamo avuto la parvenza di essere squadra. Dopo Lecce, con cui abbiamo comunque giocato bene, è successo qualcosa che ha portato la squadra in una spirale negativa, sia dal punto di vista dei risultati che dal punto di vista mentale e psicologico. Alla base questa squadra non ha carisma e carattere. Oggi dicevo ad Innocenti, data la sua provenienza argentina, che ci sono tre C che dovrebbero appartenere ad un calciatore: cabeza, corazon e cojones, cui aggiungo io una quarta componente che è il culo. Questa squadra non ha nessuna di queste caratteristiche contemporaneamente: chi ha testa non ha cuore, chi ha carattere non ha testa. Adesso è importante salvare la dignità in queste tre partite e cercare di onorare l’impegno che il presidente profonde costantemente nel mantenere questa squadra in Prima Divisione.
La ricetta giusta per le prossime partite?
Basta un po’ di cattiveria agonistica per non perdere nessuna delle prossime gare. Se riusciamo a mettere in campo lo stesso carattere che abbiamo avuto con squadre come Catanzaro e Lecce non si perde. Mi permetto anche di spendere qualche parole su alcuni giovani di questa squadra: bisogna avere fiducia nei 94, 95 e 96 presenti in rosa, che in questo periodo – al di là dei risultati – sono cresciuti molto e possono diventare giocatori più che all’altezza per questa categoria.  Uno come Mantovani al ritiro non rendeva affatto come oggi. Quando lo vidi la prima volta in Umbria era da mani nei capelli e invece oggi è un altro calciatore, su cui ci sono state anche le attenzioni di un allenatore come Camplone del Perugia. Anche Cane ha alzato di molto il suo rendimento, dopo un inizio non proprio brillante. Ha tutte le caratteristiche, sia tecniche che fisiche, per poter rendere ad alti livelli in questa categoria. Ad ogni modo una cosa va comunque riconosciuta: questa è una squadra che ci mette sempre molta applicazione, ha cultura del lavoro e questo è positivo.

In questo campionato si è mai trovato in disaccordo con alcune scelte di mister Orlandi?
Non prendo le distanze da quella che è stata la gestione di Martino e Orlandi nel corso di questi mesi. Ho fatto quello che mi era stato assegnato, ossia essere collaboratore in seconda. Non rinnego niente di quello che ho fatto in questo periodo, rimango dalla parte del mister, del direttore e di Mondilla perché hanno fatto il massimo.

Lei si sente un traghettatore o spera di essere riconfermato?
Non ho la sfera di cristallo, non so cosa succederà da qui a un mese e mezzo ma al tempo stesso non sono ipocrita e non nego che, se le partite dovessero andare bene, si potrebbero aprire scenari diversi anche per me. Ma è un ragionamento egoistico e in questo momento non conta il mio tornaconto personale, bisogna salvare la dignità e portare a casa un finale di stagione al massimo delle nostre possibilità.
Come hanno reagito i calciatori alla giornata di oggi?
Oggi abbiamo parlato molto nello spogliatoio per cercare di confrontarci collettivamente su quelli che sono stati i momenti di questa stagione e sui motivi che hanno portato a questo scarso rendimento. Con una squadra così giovane è importante lavorare singolarmente su quali siano le mancanze, specie caratteriali, che possono influire sulla prestazione di squadra. Ciò non significa che prima non ci fosse dialogo all’interno dello spogliatoio. Chi mi ha preceduto ha un modo di rapportarsi diverso da quello che ho io ma ciò non significa necessariamente che non ci fosse comunicazione all’interno del gruppo. Certo, non ho vissuto direttamente all’interno dello spogliatoio e forse se avessi avuto la diretta percezione di alcune situazioni magari qualche tavolo l’avrei fatto volare.
Mister farà dei cambiamenti di formazione, qual è la sua idea di calcio?
Sto cercando di trasmettere le mie idee ai ragazzi, che prescindono dai moduli e si incentrano specialmente sul carattere e la praticità. Contro il Benevento abbiamo finito la gara con calciatori pieni di lividi e botte perché gente come Mengoni e Padella picchiano come è giusto che sia e noi non lo facciamo. Bisogna stare sul pezzo fino al novantesimo, cosa che la squadra non ha dimostrato in tutte queste partite. Non puoi permetterti di andare a sprazzi in un campionato così.

Cosa si sente di promettere ai tifosi?

Ai tifosi cosa prometto? Di metterci tutto l’impegno possibile in queste tre partite. Cercherò di fare del mio meglio e di fare meno danni possibile a questa squadra. Una tifoseria come quella del Barletta lo merita per il grande attaccamento che ha nei confronti di questi colori. A loro va il mio plauso.

Contattaci su Whatsapp!


whatsappbutton+ 39 392 5981658


Resta sempre aggiornato sulla tua squadra del cuore

Inserisci Nome e Cognome

Inserisci la tua E-mail

 

 

Free Tour mini wide

Le Ultime

Le Gallery Biancorosse