Futuro societario, l’appello di Tatò e tifosi Incontro di ieri, Cascella ascolta la delegazione ultras. E il presidente rincara la dose

Futuro societario, l’appello di Tatò e tifosi <small class="subtitle">Incontro di ieri, Cascella ascolta la delegazione ultras. E il presidente rincara la dose</small>

Il momento è decisamente delicato, non solo per la faccenda di Pontedera già chiarita nelle ore precedenti. Dall’incontro di ieri pomeriggio a Palazzo di Città, la piazza barlettana ha compreso in maniera definitiva le difficoltà societarie già esternate nei mesi scorsi.

Non basterà un tavolo esplorativo, non basteranno i giorni che separano il Barletta dalla fine del campionato per trovare una soluzione razionale e duratura. Si può riassumere così, ciò che è stato detto nel summit tra amministrazione comunale, dirigenza biancorossa e ultras: una parte chiede continui e regolari aggiornamenti, considerando la questione di primaria importanza, l’altra apre uno spiraglio ma cerca di illustrare, senza illusioni, quanto è realmente possibile portare avanti in tempi brevi.

La delegazione dei supporters ha esposto una richiesta precisa e difficilmente derogabile, visti i tempi ristretti. Il sindaco ha risposto con segnali di totale disponibilità, consapevole però di dover tentare un tour de force nei meandri dell’imprenditoria barlettana. Nel mezzo, l’intervento di Tatò e le dichiarazioni al veleno nei confronti del sistema calcistico italiano.

Mancano due mesi e mezzo al termine fissato dal patron di via Vittorio Veneto, quel 30 giugno che preoccupa tutta la tifoseria. Entro tale data, il numero uno del club va affiancato o sostituito in toto da una nuova classe, reperibile all’interno del tessuto industriale cittadino o per vie esterne. Il sindaco entra in ballo in questo momento: l’invito è quello di costituire un tavolo di eventuali interessati, ai quali illustrare la bontà economica della SS Barletta Calcio. Nel caso di un nulla di fatto, la piazza è pronta a mobilitarsi con pubblicità e manifestazioni in strada.

Tatò rincara la dose, esponendo i motivi che hanno portato alle attuali difficoltà. Un campionato che diventa insostenibile senza supporti di altri soci e con la tassazione sugli ingaggi dei tesserati, a cui si aggiungono gli scarsi introiti dettati dai soli incassi domenicali. A fare da contorno, una Lega Pro ancora debole economicamente e costretta a battagliare con le sorelle maggiori di Serie A e B.

In tutto ciò, la risposta di un Cascella sì disponibile, ma effettivamente messo alle strette dall’emergenza della situazione: “Nessuno ha la bacchetta magica, vediamo cosa si può fare. Sono a completa disposizione“. Da una parte il primo cittadino, quasi timoroso di esporsi in via ufficiale per provvedere a tale questione; dall’altra il presidente del Barletta, alla ricerca di soci dopo gli errori dirigenziali commessi all’apice del suo entusiasmo. Gli ingredienti per il thriller del 2014 sono serviti.

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