Barletta Calcio, le tre parabole discendenti Martino, Orlandi e Mondilla via dal club dopo un anno. Da dove si riparte?

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Una mattinata turbolenta, non c’è che dire. Barletta comincia la giornata con gli scossoni di via Vittorio Veneto: via il direttore generale Gabriele Martino, seguito a ruota dal tecnico Nevio Orlandi e dal preparatore atletico Luigi Mondilla.

Si chiude così un’epoca, probabilmente l’ultima dell’era Tatò, visto il disimpegno irrevocabile annunciato per il 30 giugno. Tutto era cominciato con i rumors di fine dicembre 2012, quando l’addio di Pavone e Stringara avevano aperto una ferita in un Barletta già allo sbando, ma in tempo per rimediare in chiave salvezza. Pensando a quei momenti, ci si accorge dei numerosi cambiamenti umorali e statistici del club, raccolto in condizioni disastrose e portato alla salvezza.

La pausa natalizia è il momento della prima firma: Martino giunge all’accordo con Roberto Tatò e diventa il nuovo direttore sportivo biancorosso, curando una campagna trasferimenti che lascia i tifosi con un pizzico di amarezza. Arrivano solo Camilleri e Prutsch, rinforzi inizialmente insufficienti per risollevare le sorti della stagione. A marzo si completa il trio: l’esonero di Novelli dopo il ko interno col Gubbio apre ad Orlandi e Mondilla, la cui novità contribuisce parecchio alla clamorosa rimonta finale, culminata con la vittoria dei playout contro l’Andria.

Sembra aprirsi un nuovo programma societario con Martino direttore plenipotenziario. Si nomina una parola, playoff, che muta il suo stato da delizia a croce in meno di tre mesi. Un nuovo mercato sotto le aspettative, i risultati negativi e le grane delle rescissioni sconvolgono il Barletta e i suoi tifosi, che si schierano apertamente dalla parte di Allegretti e danno il via alla contestazione nei confronti di dirigenza e staff tecnico.

Dal 2014 in poi è storia nota: biancorossi fuori da qualsiasi obiettivo, anche economico, e polemica che si accende a cavallo tra marzo e aprile. I disastri in campionato fanno da contorno ad una serie di situazioni ferocemente criticate dalla piazza, capace di imbastire la mobilitazione degli ultimi giorni. Allenamenti sotto scorta, contestazione anche a ridosso degli spogliatoi e sul terreno di gioco, infine il summit tra Tatò e gli altri imputati, perchè il patron non è esente da colpe: il risultato accontenta la tifoseria, via i tre protagonisti in negativo e squadra affidata a Marco Carrara, promosso da allenatore in seconda a tecnico in carica.

Se si apre un nuovo scenario, non è ancora il momento per dirlo. La scadenza del 30 giugno è il primissimo pensiero dell’ambiente barlettano, intenzionato a conservare la categoria per ripartire sotto una nuova luce. La rimozione di Martino, Orlandi e Mondilla, però, sembra restituire serenità a chi, quella luce, l’aveva spenta da sei mesi.

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