Scarnecchia: “Lecce, che ricordi!” L'ex calciatore del Barletta racconta l'ultimo derby

Scarnecchia: “Lecce, che ricordi!” <small class="subtitle">L'ex calciatore del Barletta racconta l'ultimo derby</small>

Fra tre giorni torna una classica del calcio regionale, che negli anni ’80 ha arricchito i palcoscenici della Serie B con un match memorabile. L’ultima sfida tra Barletta e Lecce è terminata 3-2 per i biancorossi: sono passati ben 26 anni da quel derby, ma Roberto Scarnecchia ricorda nitidamente come andò la partita e la sua esperienza in biancorosso. E lo racconta ai nostri microfoni.

Roberto, domenica si gioca Barletta-Lecce. L’ultima volta fu 3-2 per i biancorossi e tu diventasti uno dei protagonisti del match.

“Ho un ottimo ricordo di quella sfida, sia a livello personale che di squadra. Segnai una rete e firmai l’assist per il gol di Cipriani, è stata una delle mie migliori giornate a Barletta. La città, poi, ci teneva particolarmente e riuscimmo a regalare quella soddisfazione. La gioia fu grande, anche perchè la vittoria giunse in extremis e ci diede una carica enorme per il prosieguo del campionato”.

In quell’anno ci sono stati anche i derby con Taranto e Bari: come si preparavano gare del genere? Soprattutto alla luce del fatto che si trattava di derby meridionali degli anni ’80, forse il periodo più caldo sugli spalti.

“I derby sono partite ben diverse dalle altre, difficile affrontarli alla stessa maniera di una partita più tranquilla. Questo vale a prescindere dai contesti e dalle epoche calcistiche, ma forse quello di domenica non avrà lo stesso sapore degli altri: l’assenza di retrocessioni e, quindi, di un obiettivo importante rappresenta un deficit non indifferente a livello di motivazione. Tuttavia, sono convinto che la partita potrà mantenere il suo fascino”.

Quando si giocò quel derby del 1988, il capitano del Barletta era il compianto Moreno Solfrini. Che ricordo hai dell’uomo e del giocatore?

“Moreno era un vero uomo e capitano. Nello spogliatoio, i suoi modi di fare silenziosi rendevano comunque eloquente lo status della squadra. Riusciva a trasmettere qualcosa in più degli altri, sia in campo che fuori. La notizia della sua scomparsa è stata un dramma per noi ex compagni di squadra, ma anche per tutti gli sportivi in generale. E’ successa la stessa cosa che avvenne con Borgonovo. Era una persona straordinaria, quando ho appreso la notizia ho avuto il rimpianto di non averlo salutato un’ultima volta”.

Hai fatto parte del Barletta nei momenti più emozionanti della storia biancorossa. Che ricordi hai delle stagioni in C1 e soprattutto in B?

“Il ricordo più bello della C1, promozione a parte, è sicuramente l’esordio. Il Barletta mi ha fatto firmare il contratto e sono sceso subito in campo contro il Martina, prendendomi grandi responsabilità e segnando un bel gol. In Serie B, il momento più bello è proprio quel derby contro il Lecce, fu una giornata incredibile in campo e sugli spalti”.

Nella corsa alla Serie B, al termine di una vittoria per 1-0 sul Teramo, elevasti il Barletta a squadra più forte del campionato. Era una forma di consapevolezza o un modo per caricare l’ambiente in vista del rush finale?

“Eravamo davvero convinti di essere la squadra più forte. Il gruppo, prima dei singoli, vantava una grande abnegazione per tutto l’arco della settimana: anche gli allenamenti erano duri e non mancava qualche scontro al limite. Ricordo una spettacolare azione tutta di prima con Sciannimanico e Pesce: non ricordo che partita fosse, ma dimostrammo i nostri indiscussi valori tecnici. Giocare nella bolgia del Comunale dava ulteriore carica: gli avversari avevano il terrore di calcare quel campo. Chissà come sarebbe stato senza pista d’atletica”.

Le tue parole hanno fatto sempre rumore. Recentemente hai mostrato interesse alla panchina del Barletta, suscitando anche qualche polemica tra i tifosi, che hanno interpretato le tue dichiarazioni come un segnale destabilizzante. Qual è il tuo giudizio in merito?

“Spesso una dichiarazione può essere male interpretata. Credo che sia successo questo, non avevo alcuna intenzione di destabilizzare l’ambiente. Avevo soltanto detto che mi avrebbe fatto piacere se il Barletta, in una remota ipotesi, avesse deciso di contattarmi, tutto qui. Non ho mai cercato panchine per scopo di lucro o altri motivi, non credo di averne bisogno”.

Concludiamo con un pronostico sul derby di domenica e un saluto alla piazza.

“Mi auguro che possa essere una gara piacevole per tutti i tifosi del Barletta. I biancorossi hanno tutte le carte in regola per vincere il derby, spero che accada. Il mio saluto alla piazza è sempre caloroso, sperando di poter abbracciare a breve tutto il Puttilli. Attualmente sono impegnato con il Derthona in Serie D, ma appena avrò un momento libero vorrei salutare i tifosi di persona”.

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