Puttilli, il mistero del locale 63 Sparite attrezzature sportive per disabili? Il quadro della situazione

Puttilli, il mistero del locale 63 <small class="subtitle">Sparite attrezzature sportive per disabili? Il quadro della situazione</small>

Mentre i lavori di demolizione proseguono senza sosta, all’interno dello stadio Cosimo Puttilli nasce un interrogativo scomodo per diverse parti in causa. Stando ad una segnalazione di inizio settimana, sarebbero sparite delle attrezzature sportive per disabili che si trovavano all’interno del locale 63 dell’impianto di via Vittorio Veneto.

La denuncia è arrivata da Ruggiero Lauroia, presidente della Sportinsieme Sud Barletta, che sui social ha denunciato la sparizione di canestri, tavoli da ping pong e carrozzine. Il tutto è partito dai giorni antecedenti ai lavori di demolizione: il Comune di Barletta ha incaricato una ditta di traslochi, la Spediter, di trasferire le attrezzature dal locale 63 alle stanze del PalaDisfida, immediatamente prima di autorizzare la Masellis all’apertura del cantiere.

La stessa impresa edile di Sannicandro, poi, ha confermato la richiesta effettuata all’amministrazione comunale di sgomberare tutti i locali della vecchia struttura prima di procedere con la demolizione. Una volta confermato il trasferimento di tutti gli oggetti dal Puttilli in altra sede, è stata avviata la cantierizzazione della struttura.

Al termine del trasferimento di queste attrezzature sportive, però, Lauroia e il suo team hanno trovato soltanto le spalliere incomplete della palestra, mentre tutto il resto era sparito, per un danno quantificabile in diverse migliaia di euro. Il presidente dell’associazione sportiva, quindi, ha chiesto chiarimenti al sindaco Mino Cannito.

La risposta del primo cittadino non si è fatta attendere. L’amministrazione comunale ha rispedito al mittente le responsabilità sulla questione delle attrezzature, specificando che l’incarico affidato alla Spediter era subordinato ad un inventario in possesso degli uffici comunali competenti, nel quale non figuravano gli oggetti ritenuti irreperibili da Lauroia. Sta alla Sportinsieme Sud, dunque, dimostrare l’effettiva presenza del materiale all’interno del locale 63, il cui utilizzo, tra l’altro, non risulterebbe agli atti comunali tramite la necessaria documentazione.

Questa la nota dell’amministrazione comunale, divulgata nella giornata di oggi:

L’Amministrazione comunale di Barletta, in previsione dell’abbattimento delle tribune nello stadio “Puttilli, ha provveduto a incaricare una ditta specializzata, la Spediter, previo inventario degli uffici comunali competenti, a trasferire quanto conservato nei locali dello stadio in un locale del PalaBorgia. Da tale inventario non sono risultati presenti né carrozzine né tavoli da ping pong nel locale numero 63, in uso all’associazione Sportinsieme Sud presieduta dal signor Ruggiero Lauroia.
Non è dunque ascrivibile alcuna responsabilità in capo alla stessa Amministrazione comunale sulla presunta scomparsa o distruzione di materiale della suddetta associazione, a fronte del fatto che, sarebbe opportuno che la parte interessata e lesa producesse documentazione idonea da cui evincere che carrozzine, tavoli da ping pong e altre attrezzature sportive fossero effettivamente conservate in quel locale. Si invita, pertanto, il signor Lauroia a denunciare agli organi competenti quanto ha postato e pubblicato nei giorni scorsi su social e testate giornalistiche.
Si coglie inoltre l’occasione per invitare il presidente di Sportinsieme Sud a produrre l’autorizzazione che gli concedeva l’uso di quel locale, che allo stato non risulta agli atti.
“Per l’Amministrazione comunale in primis è importantissimo capire cosa sia accaduto, se le attrezzature siano state trafugate o distrutte – ha detto il sindaco Cosimo Cannito – perché tutto ciò sarebbe gravissimo. Di sicuro siamo dispiaciuti per quanto l’associazione, che rappresenta una realtà sportiva importante a livello nazionale, ha perso. In alcun modo, però, ne è responsabile l’Amministrazione comunale”.

La querelle potrebbe avere ulteriori risvolti nei prossimi giorni, con il Comune di Barletta pronto a far valere le sue ragioni e la Sportinsieme Sud chiamata a dimostrare la sparizione delle attrezzature sportive.

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