Casarano-Barletta 0-0, le pagelle Sansonna assurdo su Di Rito, l'ingresso di Scialpi cambia l'inerzia del match

Casarano-Barletta 0-0, le pagelle <small class="subtitle">Sansonna assurdo su Di Rito, l'ingresso di Scialpi cambia l'inerzia del match</small>

Il Casarano non aveva mai perso in casa, il Barletta non aveva mai perso in trasferta. Le premesse di carattere statistico rimangono in piedi anche al termine del big-match del Capozza tra la capolista e la terza della classe: i biancorossi tornano dal Salento con uno 0-0 che da una parte può essere considerato un buon risultato, ma dall’altra incrementa i rimpianti per le occasioni avute. Rimane l’imbattibilità da un intero girone, merito anche delle prestazioni dei singoli. Queste le pagelle della sfida ad alta quota.

Sansonna, voto 7,5: il Casarano reagisce in modo feroce dopo l’espulsione di Rescio e Di Rito ha sulla testa il pallone del vantaggio, ma il portiere andriese compie una torsione che sfida le leggi della fisica. La sua mano sputa la sfera fuori dalla porta nell’incredulità generale, un intervento che vale molto più del punto portato a casa a fine partita.

Lamacchia, voto 6: non si fa intimidire dalle incursioni di Palmisano, nonostante l’esterno di casa riesca ad andar via un paio di volte. L’under biancorosso, però, ne limita il gioco per gran parte del match e conquista una sufficienza mista tra tecnica, senso della posizione e lucidità mentale in un match del genere.

Telera, voto 6: comincia non al meglio dal punto di vista dell’approccio, perdendo anche un tempo di gioco in un paio di disimpegni. Non sembra il miglior Telera nel primo tempo, poi si riscatta nella ripresa bloccando le avanzate del Casarano e incornando il pallone del possibile vantaggio. Per Alessandrino, però, è fuorigioco tra le proteste durante e dopo la partita.

Aprile, voto 6,5: leggermente superiore al compagno di reparto, è più preciso nei tempi e pulito nei disimpegni. Lascia solo mezzo metro a Di Rito per un colpo di testa, ma Sansonna ci mette una pezza come sempre. Dalle sue parti, in ogni caso, è meglio non passare e il Casarano impiega poco tempo a capirlo.

Fanelli, voto 5,5: degli under, è quello che accusa di più la pressione del big-match, probabilmente perché barlettano. Sbaglia un paio di fondamentali nel primo tempo, regalando palloni insperati agli avversari, poi si ricompone e decide di accorciare le distanze in marcatura per evitare di dare ulteriore spazio. Cresce alla distanza ma non basta.

Diomandé, voto 6,5: in una situazione di inferiorità numerica in mezzo al campo, la sua prestazione fa la differenza. Uomo ovunque nei momenti di maggiore difficoltà, vince un contrasto prezioso che fa ripartire l’azione e si sacrifica per aiutare i compagni. La tipica partita in cui c’è bisogno della sua sostanza e non tradisce le attese.

Milella, voto 6: il centrocampista napoletano parte in sordina, ma col passare dei minuti si abitua ai ritmi del match e si rimette in carreggiata giusto in tempo per strappare una sufficienza. Determinante la sua componente psicologica, Rescio ne paga le conseguenze con un rosso che stravolge l’andamento del match.

Negro, voto 5,5: ce la mette davvero tutta, entrando su tutti i palloni nel primo tempo. Sulle ripartenze biancorosse, però, non ha i giri che servono per incidere sulla partita, caratteristica che lo accomuna ai compagni di reparto. Esce dopo un’ora di gioco, complice l’evoluzione della sfida e la superiorità numerica del Barletta.

Faccini, voto 5,5: vaga tra centrocampo e attacco senza trovare una precisa collocazione tattica, ma quando ha il pallone tra i piedi prova a fare quello che può. Rimane macchinoso e lontano dalle prestazioni di Trani, il miglior Faccini non è ancora arrivato a Barletta e l’assenza nei big-match si sente più del normale.

Varsi, voto 5,5: difficile aspettarsi un Casarano impreparato contro l’esterno napoletano, che soffre a più riprese il raddoppio di marcatura sullo stop. Pochi spazi già da metà campo, quando almeno due avversari si alzano per chiudergli il raggio d’azione. Cinque lo chiama fuori a metà ripresa per tentare un’altra strada offensiva.

Saani, voto 5,5: non si trova quasi mai di fronte alla porta e non ha la possibilità di colpire, ma tatticamente fa il suo e cerca di far salire la squadra facendo a sportellate con la difesa salentina. A centro area, però, è difficile trovarlo e le ripartenze biancorosse ne risentono già nel primo tempo.

Scialpi, voto 6,5: inspiegabile la scelta di non schierarlo dall’inizio, poi però cambia l’andamento del match e Cinque lo butta nella mischia nell’ultima mezz’ora. Si rivela la scelta giusta, perché sale immediatamente in cattedra e gioca 30 minuti ad altissimi livelli tra calci piazzati ed imbeccate per i compagni. Il portiere gli nega a fatica una perla su punizione.

Lorusso, voto 6: entra a metà ripresa nel poker di sostituzioni e dà immediatamente un altro piglio alla manovra offensiva. Bocchini lascia correre su intervento di Vergori ai suoi danni, ma anche dalle immagini del dopogara sembrano esserci gli estremi per il calcio di rigore. Si impegna e si sacrifica, avrebbe meritato miglior fortuna.

Nannola, voto 6,5: Cinque lo lancia nel secondo tempo ed è indubbiamente la sorpresa più piacevole. Gioca senza paura e lascia trasparire qualcosa di davvero positivo in termini di tecnica ed intelligenza tattica. Conquista il calcio di punizione dal limite che Scialpi rischia di mettere in rete a pochi minuti dal fischio finale.

Bruno, voto 6: la scelta più sicura quando si tratta di badare alla sostanza. L’ingresso del difensore dà maggiore stabilità tattica in un momento della partita in cui il Barletta attacca con tutte le sue forze, sperando di ripetere il blitz di Gallipoli. Nonostante l’assalto finale, la squadra rimane equilibrata grazie alla prestazione del centrale.

Cinque, voto 6,5: dopo un primo tempo in cui viene accusato di essere eccessivamente attendista, il tecnico garganico ottiene la sua rivincita, anche con l’aiuto del rosso a Rescio. Poker di cambi a metà ripresa e Barletta rivitalizzato dal punto di vista tattico e mentale, per mezz’ora in cui il Casarano deve letteralmente pregare per evitare il peggio. Una vittoria avrebbe accentuato i meriti della sua strategia, ma era pur sempre la capolista indiscussa.

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