Barletta 1922, il rinvio affrettato e altri punti oscuri Altra domenica di pausa per i biancorossi, la LND Puglia lascia perplessi

Barletta 1922, il rinvio affrettato e altri punti oscuri <small class="subtitle">Altra domenica di pausa per i biancorossi, la LND Puglia lascia perplessi</small>

Le vacanze del Barletta 1922 dureranno una settimana in più, con il rientro in campo fissato per il 13 gennaio. Il primo match ufficiale del 2019 si sarebbe dovuto giocare nel giorno dell’Epifania, ma la richiesta di rinvio avanzata dall’Avetrana per via dei rischi meteorologici è stata accettata dalla LND Puglia.

La società tarantina, infatti, ha esposto le proprie difficoltà logistiche nel raggiungere Barletta per la seconda giornata di ritorno. Una motivazione da rispettare, considerati i rischi che si possono correre dopo la neve dei giorni scorsi. Allo stesso modo, però, il rinvio ha toccato più squadre del campionato di Eccellenza, riducendo la giornata di oggi ad appena tre match, di cui ben due nella provincia barlettana ritenuta irraggiungibile dall’Avetrana.

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Il Barletta, in questo modo, si trova a dover affrontare tre trasferte consecutive dopo il doppio turno pre-natalizio contro Vieste e San Severo: il prossimo match sarà in casa della Fortis Altamura, in una sfida dal delicato peso specifico in chiave playoff. Contestualmente, il Brindisi ne avrà tre in casa saltando la trasferta contro la Molfetta Sportiva.

Dal punto di vista della cronologia e del calendario, cambia poco. Sotto l’aspetto delle ambizioni e degli interessi di classifica, invece, un rinvio monco rischia di ripercuotersi duramente sul prosieguo di stagione: l’Avetrana potrebbe riassestarsi in termini di organico fino al recupero del match di Barletta, mentre le sei squadre impegnate oggi potranno sconvolgere la classifica, riposarsi in un momento del campionato che si preannuncia frenetico e valutare ciò che accade sugli altri campi, che a loro volta saranno influenzati da quanto successo nel giorno dell’Epifania.

È ovvio, dunque, che con il rischio maltempo sulla maggior parte dei campi sarebbe stato opportuno rinviare l’intera giornata di campionato. Il tutto, tra l’altro, senza soffermarsi sulle condizioni del Manzi-Chiapulin, perfettamente agibile e senza alcun angolo innevato nonostante le precipitazioni dei giorni scorsi. In ogni caso, è preferibile rispettare la richiesta di rinvio, seppur opinabile, avanzata dall’Avetrana, che in questo caso ha probabilmente mostrato solo un eccesso di zelo.

Ciò che apre a diversi interrogativi, invece, è il comportamento di una LND Puglia che agisce con un criterio sempre più debole ed incerto. Accettare e comunicare un rinvio a 24 ore dalla partita, con la consapevolezza del fatto che il peggio del maltempo fosse già passato, vale solo in evenienze straordinarie nelle quali non rientrano certamente le condizioni di Barletta e del Manzi-Chiapulin, oltre che di tutta la provincia. Analizzando più dettagliatamente gli episodi che si sono ripercossi negativamente sui biancorossi, però, si scoprono diverse situazioni quantomeno dubbie sul piano dell’operato e della pertinenza.

Già nella stagione 2016/2017, in occasione della penultima giornata di campionato contro il Noicattaro, il Barletta si vide recapitare una squalifica del campo con disputa a porte chiuse per tre giornate per non aver indossato la maglia ufficiale da gara, maglia che invece fu regolarmente indossata dai biancorossi. Durante lo scorso campionato, invece, una regola astrusa ha imposto un playout ad oltre un mese dal termine del campionato, costringendo la squadra di Cinque a prolungare le attività da metà aprile a fine maggio. Quest’anno, invece, il San Severo ha chiesto il rinvio della prima giornata di campionato, da disputare proprio a Barletta, per il ricorso legato al ripescaggio in Serie D, quando invece era già sceso in campo per il primo turno di Coppa Italia di Eccellenza soltanto una settimana prima. A ciò, inoltre, si aggiunge il comportamento dei commissari di campo, che al Manzi-Chiapulin hanno spesso ostacolato il lavoro degli organi di stampa e minacciato le società di sanzioni economiche in caso di supporto logistico a chi finisce nel mirino degli organi federali.

Un atteggiamento del genere, statistiche alla mano, ha penalizzato e potrà ancora penalizzare il Barletta, con il rischio che il tutto passi inosservato solo perché la LND Puglia si impone arbitrariamente e senza un ragionamento approfondito in riferimento alle decisioni da prendere. Al quarto anno di Eccellenza, tutto l’ambiente biancorosso ha fatto i conti a più riprese con i metodi attuati dal presidente Vito Tisci e dalle cariche sottoposte. Sarebbe il caso, a questo punto, che tutte le componenti del Barletta facciano quadrato verso un obiettivo comune: il rispetto da parte delle autorità calcistiche regionali. In primis la dirigenza, che deve necessariamente alzare la voce per evitare di trovarsi di fronte al fatto compiuto, poi la tifoseria, che ha l’occasione di contestare l’operato deleterio della federazione in tutti i campi dell’Eccellenza. Altamura è il primo step in ordine cronologico, aspettando di vedere come si evolverà l’ennesimo pasticcio della stagione.

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