Barletta 1922, carpe diem: tre punti di platino Vittoria contro il Brindisi e sorpasso, Casarano a +4 in affanno

Barletta 1922, carpe diem: tre punti di platino <small class="subtitle">Vittoria contro il Brindisi e sorpasso, Casarano a +4 in affanno</small>

Michele Aprile si aggiunge alla lunga lista di carnefici e diventa il decimo calciatore, negli ultimi 12 anni, a segnare un gol così pesante dal punto di vista della rivalità e della classifica. Il Barletta batte 1-0 il Brindisi e porta a termine l’operazione sorpasso: secondo posto a quota 26 punti, due in più dei salentini appena sconfitti e soprattutto a -4 dalla capolista Casarano.

Il gol del centrale biancorosso vale più dei tre punti indicati dalla classifica, ma anche più del semplice sorpasso ai danni dei biancazzurri. È un gol che fa da cartina tornasole del momento, batte i pugni sul tavolo e dimostra fortemente quanto il Barletta sia squadra, sappia soffrire e riesca ad essere efficace quando serve. La vittoria sembra larga per 80 minuti, il Brindisi macina gioco e crea due occasioni pericolosissime su cui Sansonna conferma di essere tra i migliori portieri della categoria, se non il migliore. Nel finale, poi, le occasioni sprecate da Zingrillo e Lorusso dicono che forse i biancorossi avrebbero potuto chiudere tranquillamente sul 2-0.

In ogni caso, onore al merito. Al Manzi-Chiapulin arriva una squadra che sa il fatto suo, tiene a bada l’inizio irruento del Barletta e prova a salire in cattedra quando la costruzione di gioco porta quantomeno al limite dell’area, dove emergono limiti decisamente poco consoni all’obiettivo della promozione diretta. Magari è anche una squadra sfortunata, che prende gol in un momento positivo e su un batti e ribatti in area piccola. D’altro canto, però, i biancorossi sfruttano ogni disattenzione per aumentare il peso specifico della vittoria: giocano in buona parte di rimessa, ma sprecano con Varsi, Negro e Faccini, a dimostrazione del fatto che il possesso palla del Brindisi non è tutto.

È anche una domenica che riapre e chiude immediatamente i conti, con l’ennesimo schiaffo dato e non preso in una rivalità mai sopita. Quello che rimane della penultima giornata d’andata, però, è un concetto ben più ampio e articolato: questo Barletta fa gruppo, è forte perché lavora in maniera sinergica, ma ha bisogno di calciatori, non a caso in grassetto, in grado di non rendere vani gli sforzi quando non si riesce a sbloccare la partita. La vittoria sul Brindisi ne conferma le enormi potenzialità, ma un ipotetico pareggio negli ultimi minuti ne avrebbe dimostrato l’immediata fragilità al cospetto delle rivali per il primo posto. In sostanza, serve rapidamente un centravanti che sposti gli equilibri di questo campionato. Un Di Rito che fu del Barletta e che adesso è del Casarano, per esempio. Il gap di 4 punti dalla vetta, in questo momento, è all’incirca racchiuso in questo concetto, volendo concentrarsi sulla sconfitta nello scontro diretto e anche sul pareggio casalingo col Mesagne.

Ovviamente, è giusto che si festeggi la vittoria in un derby storico, malgrado la categoria. Le grandi squadre, o quelle che ambiscono a diventarle, sanno che si tratta di un punto di partenza in una rincorsa che sarà difficilissima, comunque la si metta dopo il calciomercato. Tuttavia, il Casarano conclude il weekend con una vittoria sofferta sul San Severo, confermando che il ritmo di sei partite in meno di 25 giorni potrebbe farsi sentire a breve. Se il Barletta vorrà tentare l’operazione primo posto, dovrà cominciare ad essere cinico, a chiudere le partite e a capitalizzare le occasioni di dicembre. A partire da Vieste, domenica 16, e San Severo, domenica 23. Vietato fermarsi.

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