Barletta 1922, l’importanza della campagna abbonamenti Riempire il Manzi-Chiapulin, una prova di forza di società e tifosi

Barletta 1922, l’importanza della campagna abbonamenti <small class="subtitle">Riempire il Manzi-Chiapulin, una prova di forza di società e tifosi</small>

Un vecchio detto, che poche volte si è sbagliato, diceva: pagare moneta, vedere cammello. Il discorso varrebbe anche per il Barletta 1922, che dopo l’annuncio dirigenziale di martedì si prepara a mettere sul tavolo tutte le componenti che caratterizzano il pre-campionato. Una di queste è indubbiamente la campagna abbonamenti, che quest’anno assume connotati leggermente diversi dal solito, anche se con la stessa finalità.

Tornando al modo di dire citato in apertura, il tifoso biancorosso attende di conoscere programmi, obiettivi e soprattutto calciatori che avvalorino la tesi esposta a parole. Solo in quel momento, con la cortese collaborazione di un costo abbordabile, sarà disposto a sottoscrivere l’abbonamento per la stagione 2018/2019. Perché, in fin dei conti, bisogna parlarsi chiaro: perfino lo zoccolo duro che ama incondizionatamente il Barletta, ama anche il rapporto qualità-prezzo.

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Questo vuol dire che la dirigenza, fresca dell’ingresso di Vincenzo Bellino nell’organigramma societario, dovrà toccare le corde giuste per accattivarsi la simpatia e la fiducia dei tifosi barlettani, con l’auspicio che gli sforzi fatti dal punto di vista economico vengano ripagati sul campo con il passare delle settimane e dei mesi. D’altra parte, gli onori di ricoprire determinate cariche impongono anche la presenza di altrettanti oneri.

Anche l’altra parte della barricata, però, deve dimostrare tanto. La tifoseria biancorossa, nel corso della scorsa estate, ha sottoscritto gli abbonamenti per contribuire a salvare il calcio cittadino al fianco della triade Dimiccoli-Pollidori-Dileo, mentre quest’anno dovrà farlo più che altro per se stessa e per quello che professa. Se è vero che il Manzi-Chiapulin è troppo piccolo, se è vero che il Puttilli è l’unica soluzione per ripartire con le ambizioni consone alla piazza, se è vero che via dei Mandorli è infinitamente meno funzionale di via Vittorio Veneto, bisogna dimostrarlo mettendo in difficoltà chi deve velocizzare la consegna dello storico impianto sportivo cittadino.

Abbonarsi ancor prima di leggere i comunicati delle ufficialità, seguendo la via della prova di forza in una struttura inadeguata per il tifo del Barletta, significherebbe far seguire i fatti e le prese di posizione alle parole e alle richieste. A maggior ragione, poi, in un campionato che avrà poche altre squadre con un bacino d’utenza pari a quello biancorosso.

Non basta dire che l’Eccellenza sta stretta, non basta paragonare la storia biancorossa a quella di Avetrana, Corato o chi per loro, bisogna dimostrarlo domenica dopo domenica. E nel momento in cui si creerà un netto divario tra l’affluenza media e quella nel match contro il Brindisi, probabilmente bisognerà farsi un paio di domande sulla reale voglia di tornare grande che ha Barletta. Ad avviare tutta questa macchina di senso comune, però, deve essere la società: la campagna abbonamenti è tra le primissime situazioni da sbloccare, sensibilizzando e coinvolgendo la piazza nel più breve tempo possibile.

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