Barletta 1922, l’idea merchandising è così lontana? Non solo calciatori, la fidelizzazione del tifoso passa anche dal mercato dei prodotti

Barletta 1922, l’idea merchandising è così lontana? <small class="subtitle">Non solo calciatori, la fidelizzazione del tifoso passa anche dal mercato dei prodotti</small>

La campagna abbonamenti rimane senza dubbio il principale strumento attraverso cui avvicinare i tifosi al Barletta 1922, nonché il sistema più redditizio nell’immediato per le casse della società biancorossa. Un tassello che però manca da diversi anni è quello del merchandising, passato inevitabilmente in secondo piano per le condizioni in cui il club versa dall’estate del fallimento.

Anno 2016 a parte, quello che ha visto la dirigenza partire con la maggiore calma possibile rispetto alle altre stagioni, non c’è mai stato il tempo per organizzare una struttura che andasse oltre la semplice estrazione o il semplice concorso per una maglia o per una sciarpa, o per l’acquisto del materiale in sede. La fidelizzazione del tifoso tramite la vendita dei prodotti ufficiali non è mai stata una peculiarità, pur potendo sfruttare delle situazioni umorali particolarmente favorevoli.

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Come due estati fa, anche stavolta ci sarà Vincenzo Bellino al timone del Barletta. Un’occasione importante, quindi, per imparare dal passato e trarne beneficio. L’idea di uno store ufficiale, con gadget e prodotti che vanno al di là delle divise da gara, è più che altro una provocazione o un’ipotesi da perseguire con calma, non appena il pre-campionato avrà superato la fase di partenza o anche a stagione in corso.

Ci ha provato Roberto Tatò, in un 2011 che sa tanto di distanza siderale, ma l’ambito del merchandising non fu coltivato con la giusta attenzione in un’annata che prometteva tanto e poi si è sfaldata a Piacenza. Forse l’amor proprio di una piazza che vuole ritrovarsi coesa in Eccellenza può passare da questi dettagli: la scelta di una maglia da gioco più articolata e non banale, capi d’abbigliamento come polo, tute e giacche, accessori come zaini e pochettes e chi più ne ha più ne metta.

Nessuno ha intenzione di strafare o puntare ad interi palazzi adibiti a store ufficiali, ma proporre nuove idee per accogliere i tifosi nel proprio mondo può essere una mossa che paga. Non basta un atteggiamento del tipo: queste sono le maglie, se le volete sono in sede. Il lancio della campagna abbonamenti e del progetto di merchandising sono esattamente come le campagne elettorali: bisogna andare a prendere il singolo, perché non è detto che il singolo venga da solo. Il tifoso del Barletta, quello medio che fa numero e aumenta l’affluenza al Manzi-Chiapulin oggi e al Puttilli domani, forse chiede proprio questo.

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