Puttilli, vietato lavarsene le mani Nessuna novità dal Coni, il trasferimento di competenze non cancella la questione

Puttilli, vietato lavarsene le mani <small class="subtitle">Nessuna novità dal Coni, il trasferimento di competenze non cancella la questione</small>

Guardare la realtà dritta negli occhi non è una pratica che accomuna i barlettani, soprattutto in un ambito particolare come può essere il completamento di un’opera pubblica. Il Cosimo Puttilli è uno degli specchi di questa caratteristica e lo dimostrano due componenti: da una parte la frenesia di chi è a caccia di aggiornamenti, spesso anche con poco criterio, dall’altra l’indolenza di chi crede di averla scampata.

Per analizzare il primo fattore, è necessario rifarsi agli ultimi steps relativi a via Vittorio Veneto. Il CIPE ha sbloccato i fondi destinati al Coni, in data 22 dicembre, data a partire dalla quale non ci sono più novità sull’utilizzo della somma. Il malcostume della politica cittadina ha inculcato nei cittadini, ma più nello specifico nei tifosi, una preoccupazione crescente circa l’effettiva esistenza di questo contributo. Il Coni non è il Comune di Barletta, le procedure e le competenze si differenziano non di poco tra le due autorità e farsi prendere dal panico non è la risposta migliore alle paure di vedere una struttura incompiuta negli anni.

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D’altro canto, mantenere viva l’attenzione e alta la guardia è una prerogativa di tutti, anche di chi ormai è fuori da ogni competenza. Palazzo di Città è stato svincolato da qualsiasi piano operativo dopo l’inaugurazione della pista, nel momento in cui il Ministro dello Sport Luca Lotti ha preso in carico la risoluzione del caso-Puttilli. Ciò non toglie, però, che sollecitare un’autorità chiamata ad operare sul proprio territorio sarebbe cosa buona e giusta. Potrebbe passare come manovra pre-elettorale, perfino come un segnale di supponenza dopo il decennale fallimento su tutta la linea, ma intanto avrebbe l’effetto imparziale di mostrare interessamento alla causa, pur non rientrando più nei propri canoni decisionali.

Arriverà il momento in cui toccherà anche al Barletta 1922 rientrare in corsa su questa storia. L’obiettivo salvezza fa chiaramente passare in secondo piano la questione-stadio, almeno fino al 22 o al 29 aprile, playout permettendo. A prescindere dall’esito stagionale, il primo lunedì post-campionato dovrà vedere la dirigenza biancorossa in prima linea sulla questione, evitando di procrastinare il proprio interesse fino ai giorni estivi.

Battere il ferro finché è caldo, certo, ma sempre con criterio e lucidità, senza farsi prendere dalla frenesia e dal panico. È ovvio aspettarsi una decisa accelerazione nelle operazioni legate al Puttilli, ma non è qualcosa che cade miracolosamente dal cielo. I presupposti per una buona riuscita c’erano a dicembre e ci sono tutt’ora, i riflettori sono puntati sull’auspicio di vedere il Barletta tornare a casa già durante il prossimo campionato, indipendentemente dal mese di consegna.

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