Barletta 1922, sacrifici e rimpianti Un punto con l'amaro in bocca contro il Trani, serve qualcosa in più

Barletta 1922, sacrifici e rimpianti <small class="subtitle">Un punto con l'amaro in bocca contro il Trani, serve qualcosa in più</small>

Bastano tre minuti per la fotografia della partita: esce Saani, gol del pareggio, nessuna possibilità di riportarsi in vantaggio. Il Barletta 1922 chiude il derby con la Vigor Trani mettendo in tasca un solo punto. Giusto, certo, ma scomodo per come arriva. L’1-1 finale è un botta e risposta tra l’attaccante ghanese e l’ex biancorosso Lorusso che, strana coincidenza, sbagliò il rigore del possibile 4-4 nel derby di un anno fa al Comunale.

Al Manzi-Chiapulin torna il pubblico.

Non è una partita facile, si sapeva da giovedì, quando la squadra di Pizzulli ha conquistato la Coppa Italia regionale contro il Fasano. Al Manzi-Chiapulin, i biancazzurri arrivano con l’intento di portare a casa l’intera posta e ricandidarsi fortemente al vertice dell’Eccellenza. Ad ospitarli, però, c’è un Barletta che ha cambiato marcia nei match casalinghi, da questa domenica con il pubblico nuovamente al seguito.

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Ma non bastano i presupposti per potersi opporre ad una squadra di alta classifica, soprattutto se c’è una salvezza da conquistare. I biancorossi si impegnano, ce la mettono tutta e lo dimostrano anche le pagelle del giorno dopo, ma gli stessi voti denotano anche un sacrificio non comune a tutti i calciatori: è il Barletta che ha in Saani l’uomo in più, ma è anche il Barletta a cui manca Trotta e una maggiore fisicità a centrocampo nel rapporto uno a uno tra i giocatori, con un chiaro riferimento al confronto tra D’Ercole e Arena.

Anche per Cinque non è un buon momento, dopo la sconfitta di Otranto e la lettura dei cambi col Trani. Ci si mette anche la sfortuna, visto che il gol del pareggio nasce da una deviazione e Saani esce dolorante, ma il tecnico si ritrova spalle al muro senza una reale alternativa al suo centravanti, l’unico in grado di tenere alto il baricentro e allentare la pressione avversaria. In sostanza, non c’è alcun modo di poter tornare in vantaggio.

Esce Saani, attacco sulle spalle di Trotta: flop.

La naturale conseguenza è quella di resistere e affidarsi alla difesa che, come dimostrano i numeri, non ha nessuna insufficienza e regge senza particolari affanni il confronto con gli avversari. Il problema è che la partita dei biancorossi dura un tempo e mezzo, lasciando campo agli ospiti per tutta la fase cruciale del derby. Il rischio di incappare in una sconfitta è ben più concreto della possibilità di ripartire in contropiede e trovare il gol che regala i tre punti.

La caratura di chi si ha di fronte, quando mancano dieci giornate al termine del campionato, passa in secondo piano. Il Barletta è costretto a far punti contro chiunque per tirarsi fuori dalle sabbie mobili dei playout. In caso contrario, dovrà giocarsi tutto in gara secca. Gara secca che, in realtà, si potrebbe considerare ogni domenica: se Cinque dice che ogni partita sarà una finale, va dimostrato anche nell’atteggiamento dal primo all’ultimo uomo chiamato in causa. E se contro le squadre più attrezzate sarebbe giustificabile una flessione che porta al pareggio, il margine di errore negli scontri diretti delle prossime giornate si riduce ai limiti dello zero.

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