Barletta 1922, è il momento di Cinque? Squadra in confusione e con soluzioni limitate. Le colpe del tecnico

Barletta 1922, è il momento di Cinque? <small class="subtitle">Squadra in confusione e con soluzioni limitate. Le colpe del tecnico</small>

Ridurre tutto al concetto “esce Saani e il Barletta sparisce” contribuirebbe a coprire delle colpe che sono evidenti. Dopo la partita di Otranto, tra l’indolente e il supponente, e il pareggio nel derby col Trani, in cui si è giocato solo per un’ora, arriva la sconfitta di Corato. Fa male più delle scorse settimane, sia perché arriva subendo una rimonta, sia perché è la terza prestazione consecutiva sotto le aspettative. In questo momento della stagione e in queste condizioni di classifica, a Franco Cinque non basta più chiedere scusa ai tifosi.

I punti in classifica sono solo 18, quelli di distacco dalla salvezza diretta sono 5, le giornate ancora a disposizione soltanto 9. Eppure, alla fine del primo tempo il Barletta era a soli due punti dal Vieste, con lo scontro diretto al Manzi-Chiapulin la domenica successiva. Il gol di Trotta, una buona gestione del possesso ed un buon posizionamento permettono ai biancorossi di arrivare all’intervallo in vantaggio. Poi il tracollo: con l’uscita di Saani già nel primo tempo, la squadra si abbassa e subisce gol tra i due centrali, poi ne incassa un altro pochi minuti dopo su palla inattiva.

PROMO mini

È un esito inevitabile, soprattutto quando il pareggio coincide con un farsi prendere dal panico collettivo. Il Barletta non sa reagire, non sa riorganizzarsi e subire un gol equivale al terrore generale. Non solo i gol del pareggio o sorpasso, ma anche quelli che accorciano le distanze, volendo pensare anche ai punti persi in casa con l’Aradeo. Il Fasano è l’eccezione che conferma la regola in una squadra che, in 21 giornate, ha incassato 27 gol segnandone solo 18.

Le statistiche confermano i limiti tecnici, le reazioni e i cambi d’inerzia danno la giusta dimensione delle capacità psicologiche della squadra sotto la guida del suo allenatore. Con tutte le possibili attenuanti del caso, dalla rosa limitata a pali e traverse, la confusione che emerge dalla gestione del match è palese: sacrificare Cicerelli in ogni angolo del campo, abbandonare Trotta a se stesso o chiedere l’impossibile a Grumo sono tre risvolti dello stesso status quo: un’evidente carenza di idee con il materiale a disposizione.

Se queste componenti limitano il suo lavoro, Cinque deve riflettere sul da farsi, constatare l’impossibilità di andare avanti e farsi da parte. Abbandonare la nave suonerebbe come una sconfitta personale, certo, ma “il nome che porti davanti è più importante di quello che porti dietro” vale anche per chi gioca senza nome dietro la maglia e per gli allenatori dalla Serie D in giù. Serve salvare il Barletta, in tutti i modi possibili, anche con una nuova guida tecnica che dia una scossa allo spogliatoio.

Corato ha messo nuovamente a nudo le difficoltà dei biancorossi, che si ripromettono di non poter più sbagliare da qualche settimana ma continuano a farlo anche in potenziali scontri diretti. Bisogna aspettare che la matematica diventi un fardello insopportabile, oppure si ha intenzione di intervenire al più presto e smuovere le acque per uscire dai bassifondi? I giocatori devono rispondere sul campo, questo è fuori discussione, ma la salvezza passa anche dal polso e dall’onestà intellettuale di dirigenza e staff tecnico.

PROMO mini

Contattaci su Whatsapp!


whatsappbutton+ 39 392 5981658


Resta sempre aggiornato sulla tua squadra del cuore

Inserisci Nome e Cognome

Inserisci la tua E-mail

 

 

PROMO mini
PROMO mini
PROMO mini

Le Ultime

Le Gallery Biancorosse

PROMO mini