Puttilli, vietato mollare la presa Non solo calcio giocato, il Barletta 1922 continua la sua partita col CONI

Puttilli, vietato mollare la presa <small class="subtitle">Non solo calcio giocato, il Barletta 1922 continua la sua partita col CONI</small>

C’è stato quasi un sospiro di sollievo durante la conferenza stampa di venerdì pomeriggio, quando la questione Puttilli ha definitivamente chiamato il Comune di Barletta fuori dal tavolo delle trattative. Con la consegna dello stadio che passa nelle mani del Coni, la tranquillità del Barletta 1922 traspare dalle dichiarazioni dei suoi dirigenti, che pur non possono cullarsi sul provvedimento diramato a dicembre sulla competenza dei lavori.

Pollidori e Dileo all’inaugurazione della pista d’atletica.

Sia il presidente onorario Pino Pollidori sia il vicepresidente Walter Dileo, infatti, hanno chiarito in maniera esplicita quale sarà il punto di contatto tra la società biancorossa e l’amministrazione comunale: nessuno. È l’ennesima conferma, come se ce ne fosse ulteriore bisogno, di come Palazzo di Città si sia totalmente defilato dalla faccenda, lasciando la prima squadra sportiva cittadina al suo destino, fortunatamente salvato dal Coni e dall’importanza che riveste una struttura che ospita, dal 28 novembre in via ufficiale, una pista d’atletica dedicata a Pietro Mennea.

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Il paradosso della pista in uno stadio inagibile: l’intervento del Coni sarà decisivo?

L’obiettivo, chiaramente, è quello di accelerare i tempi e fare in modo che la consegna del Puttilli avvenga nel minor tempo possibile, con l’auspicio che la burocrazia non risulti lenta e tediosa come durante il percorso tracciato dal Comune negli ultimi anni. A tal proposito, il Barletta 1922 ha espresso la sua volontà di interfacciarsi con gli organi competenti, sia dal punto di vista puramente legale che prettamente tecnico, in modo da seguire ogni passo verso la futura inaugurazione.

Il tutto avverrà contemporaneamente a quanto succede sul campo. Conquistare la salvezza significa proiettarsi verso un’estate dal maggior stampo programmatico, che è mancato del tutto durante il 2017 per la tempistica ristretta e le difficoltà economiche al termine della stagione scorsa. Se il Barletta dovesse salvarsi senza passare attraverso i playout, il campionato finirebbe il 22 aprile: un margine sufficiente per organizzare il futuro, sperando di allargare la base societaria anche tramite il determinante incentivo di ottenere il Puttilli nel corso del prossimo campionato. Forse è utopia, forse no. L’amministrazione comunale ha abituato male le società e i tifosi, il Coni può infondere un pizzico di fiducia in più in chi ne trarrà beneficio.

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