Barletta 1922, coraggio e resilienza La vittoria col Novoli rilancia i biancorossi nonostante mille difficoltà

Barletta 1922, coraggio e resilienza <small class="subtitle">La vittoria col Novoli rilancia i biancorossi nonostante mille difficoltà</small>

Nove pesantissime domeniche senza vittorie, la decima è quella buona. Il Barletta riesce a scrollarsi di dosso il macigno di questo inizio di stagione e centra la prima gioia in campionato contro il Novoli. Il 2-1 del Manzi-Chiapulin vale qualcosa in più di tre semplici punti, soprattutto per come si evolve la domenica e per ciò che viene momentaneamente messo alle spalle.

Già, momentaneamente. Perchè il primo successo è anche e soltanto il primo passo verso una risalita obbligatoria, necessaria e il più rapida possibile. La squadra di Cinque si tira fuori da una situazione di grandissima pressione, ma rimane ugualmente al terzultimo posto e deve, per forza di cose, dare continuità al risultato ottenuto contro i salentini.

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Continuità che passa sia dalla condizione psicologica del gruppo, sia dei singoli: spicca la prestazione di Grumo, che si candida fortemente a nuovo punto di riferimento dopo la partenza di Rana. Non ha senso, invece, accanirsi contro i rigori di Augelli: cambiare rigorista significa accettare la sconfitta dopo il secondo errore stagionale. Dargli ancora un incarico del genere, al contrario, significa fargli sentire la fiducia del gruppo e fargli capire che l’unico modo per uscirne è provare e riprovare, pur con tutta la tensione del momento. Da questa voglia di infondersi reciprocamente fiducia passa uno spirito di gruppo che, in questo momento, è la chiave del riscatto più dell’aspetto tecnico.

La vittoria col Novoli è tutta qui. Il coraggio del singolo si trasmette sul collettivo e lo dimostra la partita di sacrificio di Ola, ripagata dal gol nonostante la successiva deviazione da cui nasce il pareggio, così come la determinazione di De Matteis, partito non senza critiche per un approccio leggero alla sua nuova esperienza in biancorosso, ma capace di riscattarsi con una semi-rovesciata che può cambiare la testa della squadra in vista di due trasferte consecutive.

Infine, il legame tra i biancorossi e il pubblico. Cinque dedica la vittoria alla Curva Nord, testimonianza di un rapporto costruttivo che ha superato anche il momentaccio dopo il ko di Vieste. Pochi ma buoni: sempre nel nome di coraggio e resilienza, un giorno il Barletta uscirà dalle sabbie mobili e chi è rimasto al suo fianco potrà orgogliosamente raccontarne la risalita. Ma per ora, testa all’Omnia Bitonto.

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