Barletta 1922, l’estate degli avvicinamenti In cerca di una soluzione, il futuro della compagine biancorossa è ancora in bilico

Barletta 1922, l’estate degli avvicinamenti <small class="subtitle">In cerca di una soluzione, il futuro della compagine biancorossa è ancora in bilico</small>

Il tempo stringe e la corsa contro il tempo, dopo 90 giorni di trattative e presunti interessamenti, non si è ancora conclusa. Da Annunziata a Pollidori, passando per l’ultima suggestione rappresentata dalla famiglia Amoruso: all’ombra di Eraclio si sta per chiudere un cerchio, il prossimo campionato di Eccellenza potrebbe anche non vedere il Barletta 1922 ai nastri di partenza.

Dirigenza dimissionaria dal mese di aprile. Al momento ancora nessuna soluzione.

 Tre mesi, nessuna novità –  A maggio il primo ad avvicinarsi è stato Ciro Annunziata. L’imprenditore campano, dopo le dimissioni dell’intera dirigenza, sembrava l’uomo più vicino a dare un futuro al Barletta 1922. Contatti frenetici fra le parti e una trattativa vicina alla riuscita, visto il poco interesse dell’imprenditoria locale. Al termine della deadline fissata, però, Annunziata è sparito in una bolla di sapone. Ha preferito continuare la propria avventura al Carotenuto. Ci sono stati giorni di assoluta incertezza all’ombra di Eraclio, poi la notizia che ha sovvertito ogni equilibrio: la possibilità di partecipare al prossimo campionato di Serie D grazie ad un gancio proveniente da Castelnuovo della Daunia. Piazza spaccata a metà e la nascita di un ibrido che avrebbe avuto la denominazione di Fcd Città della Disfida Barletta. Dagli ambienti vicini a de Cosmo e Dinisi filtrava anche un certo ottimismo sulla riuscita dell’operazione, nonostante i malumori della tifoseria, ma alla fine ognuno ha preferito proseguire per la propria strada.

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Un ritorno al passato? – Quando mancano ormai pochi giorni alle varie scadenze da rispettare per poter iscrivere la squadra al campionato di Eccellenza, la pista più accreditata potrebbe essere quella della cordata guidata da Giuseppe Pollidori. Nelle ultime ore, però, pare esserci stato l’interessamento della famiglia Amoruso. Forse quello che servirebbe ad una piazza come Barletta per rilanciare le proprie ambizioni, ma al momento resta tutto in standby. La trattativa è ancora in fase embrionale e non è detto che si concretizzi. I prossimi giorni, in tal senso, saranno decisivi.

Lo stadio come soluzione – Una situazione figlia anche della poca chiarezza sul fronte Cosimo Puttilli. Un finanziamento Cipe di 2.270.000 € ha finalmente sbloccato la situazione, ma i tempi di consegna restano ancora un’incognita. Per lo stadio bisognerà aspettare ancora, anche se le strutture correlate si preparano a vedere finalmente la luce e tornare a disposizione degli sportivi. È il caso della pista d’atletica, i cui lavori sono terminati ufficialmente da pochi giorni. Entro la fine del mese, infatti, le sei corsie interne saranno fruibili dagli atleti. Anticipare i tempi e accontentarsi del Manzi Chiapulin per un’altra stagione potrebbe essere il punto da cui ripartire, sempre che qualche imprenditore sia realmente interessato a dare un futuro al Barletta 1922.

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