Challenger, Barletta vince il suo torneo Atmosfera entusiasmante e gran tasso tecnico: la settimana del CT "Hugo Simmen"

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La tradizione identitaria dei più assidui, in maniera molto simpatica, ha portato alla nascita di un motto ormai sulla bocca di tutti: a Barletta sono diventati tutti tennisti. E non potrebbe essere altrimenti, per fortuna, in una settimana che vede il Challenger Città della Disfida autentico protagonista non solo sui campi in terra battuta del CT Hugo Simmen, ma anche nelle discussioni lungo le vie cittadine. È questo, più di ogni altro esempio, lo specchio di un evento riuscito alla perfezione e destinato a crescere nuovamente nel corso degli anni.

Il doppio è andato alla coppia azzurra composta da Marco Cecchinato e Matteo Donati, ma è il singolare a ricoprire il ruolo più importante ed atteso. Aljaz Bedene si è aggiudicato la diciottesima edizione dell’Open barlettano. È il suo terzo titolo, il primo dopo la naturalizzazione britannica del tennista di origini slovene: già prima del tris, l’accoppiata 2011-2012 era un record. Nessun altro era riuscito a vincere due volte in via del Santuario, ma con il trionfo di ieri ha legittimato un primato che può durare ancora a lungo. Il bagno di folla dopo il match contro Gastao Elias, nella finale che ha messo di fronte il numero uno e il numero due del tabellone, conferma il grande feeling tra campione e pubblico.

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Pubblico che, nel corso della settimana, non ha mai fatto mancare il suo supporto, a partire dalle qualificazioni e a prescindere dalla nazionalità dei protagonisti: gran tifo per la truppa italiana, certo, ma anche un’invidiabile sportività ed un crescente interesse nei confronti dei volti stranieri, tra cui Lukas Rosol e il campione uscente Elias Ymer. Gli spalti gremiti rappresentano la miglior fotografia del Challenger, che si dimostra evento di punta a ridosso di Pasqua, grazie o nonostante la festività, a seconda dei punti di vista di ognuno. Ad accrescere l’affluenza, chiaramente, ha contribuito anche il tasso tecnico superiore rispetto allo scorso anno: l’edizione del 2016 ha visto Dutra da Silva nel ruolo di prima testa di serie, un numero 106 del ranking ATP. Quest’anno avrebbe ricoperto al massimo il terzo posto del seeding, vista la presenza di due top 100 che, dall’entry list all’effettivo inizio del main draw, hanno raccolto ulteriori soddisfazioni e hanno affrontato la settimana con uno spirito altamente competitivo.

Il coinvolgimento mosso dal torneo maschile, adesso, si trasforma in trampolino di lancio verso la Fed Cup della prossima settimana: l’Italia ospita Taipei per lo spareggio di quella che, per definizione, è la Davis delle donne. Pur non essendoci l’ingresso gratuito come in occasione dell’Open, dell’entusiasmo creato in settimana può indubbiamente beneficiare anche la Nazionale femminile, che si gioca una fetta importante del suo futuro e che mette nella racchetta di Sara Errani una grossa fetta di responsabilità. Sabato e domenica, dunque, è previsto il tennis-bis nella stessa location.

In un momento dell’anno che vede il calcio passare tristemente in secondo piano, a causa di risultati e vicende extra-campo, il CT Hugo Simmen ha dimostrato di poter salire alla ribalta e detenere la scena principale dello sport cittadino, con l’auspicio che il bilancio positivo possa allungarsi di un’altra settimana. Le premesse ci sono tutte.

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