Basket, caos extracomunitari: le società chiedono un chiarimento alla Fip Diffuso il comunicato del Coordinamento delle Società, scendono in campo anche le ambasciate

Basket, caos extracomunitari: le società chiedono un chiarimento alla Fip <small class="subtitle">Diffuso il comunicato del Coordinamento delle Società, scendono in campo anche le ambasciate</small>

Da una parte la Fip, che ha bloccato l’utilizzo degli atleti extracomunitari dopo aver accettato il loro tesseramento a settembre, dall’altra tutte quelle società di C Gold, C Silver, D e B femminile che nelle fasi cruciali del campionato hanno dovuto rinunciare a questi cestisti. Il caos che ha colpito la pallacanestro dilettantistica non trova pace, ma proviamo a procedere per gradi.

Lo scorso 16 ottobre, nella serie C ligure, si affrontano il Tigullio Sport Team e il Basket Follo. La gara se l’aggiudica il Follo con il punteggio di 61-58. Determinanti per la vittoria finale risultano i 35 punti del giocatore statunitense Michael William Panaggio. I dirigenti del Tigullio, però, non ci stanno e il giorno dopo presentano un ricorso sulla regolarità del tesseramento dell’americano e di un altro suo compagno di squadra, il bosniaco Stefan Bozickovic. Ricorso che viene accolto dal giudice della Fip ligure con la seguente decisione: “La gara viene omologata con il risultato a sfavore di 20-0 per posizione irregolare dei giocatori Panaggio M. Williams e Bozickovic Stefan,  determinata da inosservanza delle norme relative alle modalità di tesseramento (art.52 RE gare)”. In sintesi, dalla documentazione emerge che i due atleti non dispongono di regolare permesso di soggiorno. Il visto turistico, dunque, non basta e di conseguenza i giocatori sono costretti a tornare nei loro paesi di appartenenza. Ma come si è giunti a questa situazione? La Fip ad inizio stagione aveva fatto sapere che, per poter tesserare un giocatore extracomunitario, sarebbe bastato un semplice visto turistico. Di tutt’altra idea, però, è la posizione del Coni: niente permesso di soggiorno, niente tesseramento.

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Un vero e proprio caso diplomatico, che ha visto tutte le società delle serie minori (fra cui la Nuova Cestistica Barletta, ndr) colpite da questo provvedimento unirsi in un unico comitato, ma non solo. La cosa non è passata inosservata sotto gli occhi delle varie ambasciate, con gli Stati Uniti in prima linea, visto i tanti atleti tornati in massa negli States. Mentre in Italia Daniele Capezzone sta cercando di fare chiarezza sulla questione attraverso un’interrogazione parlamentare (qui il testo completo): “Per cercare una soluzione – fa sapere l’ex portavoce del Pdl attraverso il suo blog – ho proposto questa interrogazione. E’ ovvio che a fine legislatura immaginare un intervento normativo è difficile. Ma vedremo quando il Governo risponderà, cosa dirà, cosa intende fare. Io terrò i fari accesi, e mi adopererò per la ricerca di soluzioni ragionevoli e serie”. L’impressione è che si è sempre più lontani da una soluzione definitiva, ma la bomba è scoppiata e andrà trovata una soluzione nel più breve tempo possibile.

Comunicato Stampa integrale diffuso dal Coordinamento delle Società

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