Barletta 1922, testa al futuro La dirigenza lascia o raddoppia? Domenica, intanto, si va a Trani

Barletta 1922, testa al futuro <small class="subtitle">La dirigenza lascia o raddoppia? Domenica, intanto, si va a Trani</small>

Solo il bilancio con l’Avetrana sarebbe sufficiente a spiegare, nel più breve tempo possibile, com’è andata questa stagione. Il Barletta cede con il risultato di 3-2 al Manzi Chiapulin e permette alla compagine tarantina di conquistare quattro punti su sei disponibili contro i biancorossi. E se il pareggio dell’andata era stato il preludio al ridimensionamento di dicembre, la sconfitta di ieri non ha fatto che certificare il fallimento su tutti i fronti.

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La partita –  Un primo tempo giocato comunque su buoni ritmi. Cappellini risponde a Sguera, ma sul finire della prima frazione ci pensa Lavopa a riportare avanti i biancorossi. Poi il blackout: Richella spazza via ogni certezza in avvio di ripresa, mentre è la rete di Larosa a consegnare i tre punti all’Avetrana, che ora vede la salvezza diretta sempre più vicina. L’orgoglio resta negli spogliatoi, dopo solo 45 minuti il Barletta decide di tirare i remi in barca e accontentarsi dell’ennesima sconfitta, la nona stagionale. Numeri impietosi, con il Manzi Chiapulin che sarebbe dovuto diventare il fortino su cui costruire la promozione in Serie D e, al contrario, è ormai terra di conquista per tutti. Il malcontento della piazza è palpabile, a tre giornate dal termine si contano i giorni per mettere finalmente la parola fine a questa stagione.

Ancora una prova da dimenticare per Dentamaro.

Carattere o indolenza? – L’idea di non avere ambizioni non ha mosso minimamente l’orgoglio dei giocatori. La difesa non ha retto l’impatto con gli avversari nei momenti di difficoltà, così come il centrocampo continua a risentire dei soliti problemi nel creare gioco. Se per Cormio c’è l’attenuante dell’età, oltre ad un’altra stagione da under che potrebbe farlo sbocciare definitivamente, è logico aspettarsi qualcosa in più da Dentamaro. Tanti palloni buttati nel vuoto senza una logica ben precisa, con il solo Mignogna in grado di accendere la lampadina e creare occasioni. Le uniche note liete arrivano dall’attacco: Lavopa è un punto di riferimento e potrebbe essere uno dei pochi a giocarsi la riconferma, mentre Sguera ha riscattato parzialmente la delusione del primo scorcio di campionato.

La tifoseria pronta all’esodo verso Trani.

A Trani con che spirito? – Domenica, intanto, si va a Trani. Lecito chiedersi con che spirito la squadra andrà a giocarsi la partita, visto che le residue speranze di salvezza diretta della Vigor passano tutte dalla sfida del “Comunale”. Gli stimoli faranno sicuramente la differenza, ma guai pensare ad un risultato già scritto: il Barletta dovrà scendere in campo per vincere senza pensare troppo alle conseguenze.

Il futuro resta un rebus – Tre giornate al termine, poi finalmente si potrà cominciare a programmare il futuro. Sulla testa del Barletta campeggia un grosso punto interrogativo: si ripartirà con una nuova dirigenza o quella attuale ci riproverà ancora una volta? Qualche abboccamento c’è già stato, la piazza resta comunque appetibile nonostante le difficoltà di questi ultimi due anni. In tal senso, sono attese novità nelle prossime settimane.

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