Barletta 1922, De Santis: “Non sceglierei Barletta una seconda volta” Parole al vetriolo del diesse biancorosso ai microfoni di Telesveva

Barletta 1922, De Santis: “Non sceglierei Barletta una seconda volta” <small class="subtitle">Parole al vetriolo del diesse biancorosso ai microfoni di Telesveva</small>

“Se c’è una cosa che non rifarei? Tornassi indietro, non avrei accettato Barletta”. Le parole di Vincenzo De Santis ai microfoni di Telesveva, all’interno della trasmissione Sveva Sport, giungono come un fulmine a ciel sereno. Con quattro partite sul calendario e una stagione ancora da concludere, l’intervento del direttore sportivo è apparso un tantino fuori luogo. L’assenza di un obiettivo vero e proprio, visto che il Barletta ormai è fuori da ogni discorso playoff, non giustifica nella maniera più assoluta una mancanza di rispetto come questa. I bilanci verranno fatti nell’imminente day-after di Hellas Taranto-Barletta e fino ad allora dichiarazioni di questo tipo andrebbero perlomeno evitate.

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Un’attenuante, però, c’è ed è innegabile. Le responsabilità di De Santis, che ha avuto comunque carta bianca su tutto nella prima parte di stagione, sono evidenti e sotto gli occhi di tutti come lui stesso più volte non ha avuto problemi ad ammettere. Ciò che si rimprovera maggiormente alla società è proprio la mancanza di equilibrio nel progetto: “Se non c’è equilibrio – ha proseguito lo stesso De Santis – difficilmente si riescono a raggiungere risultati. I miei errori li ho fatti, ovviamente in buonafede, ma abbiamo gettato la spugna troppo in fretta. La sconfitta contro il Casarano, poi, ha completato l’opera: il tempo per poter chiudere qualche trattativa c’era, dopo quella sconfitta non c’è stata più la voglia di investire”.

Risultati e mercato, dunque, hanno avuto un’incidenza non indifferente per il Barletta, ma il fallimento passa anche dai tre cambi di panchina che hanno pesato inevitabilmente nel corso della stagione: “Oltre a La Cava, che ha messo d’accordo tutti per esperienza e budget, abbiamo interpellato De Candia e Di Meo. Le scelte sono state condivise con la società, anche se qui avrei dovuto impormi io”.

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