Barletta 1922, bisogna saper perdere Da 0-3 a 4-3 in poco più di 45 minuti, la gara del "Comunale" è la fotografia di una stagione fallimentare

Barletta 1922, bisogna saper perdere <small class="subtitle">Da 0-3 a 4-3 in poco più di 45 minuti, la gara del "Comunale" è la fotografia di una stagione fallimentare</small>

Il 4-3 in rimonta incassato contro la Vigor Trani ha aggiornato il dato della peggiore prestazione stagionale e gettato profonde ombre sul futuro sportivo dei biancorossi. “Bisogna saper perdere” cantavano i The Rooks nel lontano 1967, ma ci sono modi e modi per tirare i remi in barca. Evidentemente i giocatori del Barletta non hanno ascoltato a sufficienza quel ritornello, altrimenti non si spiegherebbe la figuraccia maturata al “Comunale” dopo aver condotto la gara anche con tre reti di vantaggio.

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La disperazione di Lorusso a fine partita.

Privi di carattere – Dopo le polemiche delle scorse settimane, che avevano visto la squadra mollare completamente la presa vista l’assenza di un obiettivo vero e proprio, sembrava essere arrivata la risposta che tutti si aspettavano: 45 minuti giocati alla grande, oltre al gol di Lavopa ad inizio ripresa che avrebbe dovuto chiudere la contesa. Poi cosa è successo? Trovare le parole giuste diventa davvero difficile, una cosa però la sappiamo: ieri è stata scritta una delle pagine più nere della storia recente del Barletta. Perché è vero, il calcio non è mai una scienza esatta e nel corso di una partita basta poco per ribaltare gli equilibri, ma non ci sembra questo il caso. Al “Comunale” di Trani è andato in scena un teatrino squallido e stucchevole: da 0-3 a 4-3 in pochi minuti, con tanto di rigore sbagliato in pieno recupero da Lorusso, spintonato anche da Daniele Bruno nei momenti successivi al penalty fallito. Il malcontento della piazza è palpabile, a due giornate dal termine si contano i giorni per mettere finalmente la parola fine a questa stagione.

Sempre la stessa storia – Sul campo un’umiliazione così mancava da qualche anno, forse da quel Barletta-Benevento 1-6. La mancanza di un obiettivo vero e proprio gioca una ruolo fondamentale negli stimoli di una squadra, ma ciò non giustifica nella maniera più assoluta una sconfitta come quella di ieri, arrivata senza un briciolo di dignità. Eppure la stagione era partita con proclami, conferme in pompa magna, campagne abbonamenti in grande stile, e si è conclusa con una serie di delusioni sempre più grandi. Il 4-3 contro la Vigor ha fatto toccare il gradino più basso a questo Barletta.

Quale futuro? – Sulla testa del Barletta campeggia un grosso punto interrogativo: si ripartirà con una nuova dirigenza o quella attuale ci riproverà ancora una volta? I presupposti per andare avanti, va detto, sono minimi e il silenzio assordante di questi ultimi mesi non fanno che avvalorare ulteriormente questa tesi. Lentamente le ambizioni di alta classifica si sono sciolte come neve al sole, alla piazza resta l’amarezza per quello che poteva essere e invece non è stato il progetto biancorosso. Vivacchiare nel dilettantismo non è sicuramente quello a cui si ambisce qui all’ombra di Eraclio.

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