Barletta 1922, l’essenziale e poco altro Tre punti in trasferta dopo più di tre mesi, ma è solo il minimo indispensabile

Barletta 1922, l’essenziale e poco altro <small class="subtitle">Tre punti in trasferta dopo più di tre mesi, ma è solo il minimo indispensabile</small>

Ci sono giornate in cui il massimo risultato con il minimo sforzo vale una settimana di complimenti e applausi per il cinismo. Ce ne sono altre in cui bisogna prendere per buono solo il risultato, soprattutto se di fronte c’è una squadra che risponde ben poco al concetto di organizzazione. Il Barletta vince, ma non convince del tutto sul campo di Molfetta: 1-0 a firma di Michele Aprile, a dimostrazione di quanto sia netto il divario tra la retroguardia e il pacchetto avanzato.

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TRE MESI DOPO – Volendo analizzare il lato positivo, i biancorossi ritrovano una vittoria esterna che mancava da metà novembre, quando il 3-0 sul campo dell’Otranto sembrava lo specchio della marcia in più data da Pizzulli. Da quel giorno in Salento, il fiacco ruolino esterno ed una scarsa convinzione anche tra le mura amiche hanno fatto in modo di arrivare all’ultima di febbraio in questa situazione: quinto posto, certo, ma a ben nove punti dal quarto posto e quattordici dal terzo. Il divario è ancora amplissimo, ragion per cui la parola playoff rimane riposta in un cassetto che, con molta probabilità, verrà riaperto soltanto nella prossima stagione.

Pochi sprazzi contro un gruppo disorganizzato.

RITMO DA FINE STAGIONE – Certo, è un successo che fa morale e che permette alla squadra di dimenticare i fischi di domenica scorsa contro il Novoli, ma vincere col minimo scarto in casa del Molfetta è davvero quanto di più essenziale si possa immaginare. Match-winner, tra l’altro, è un difensore centrale che ci mette la gamba su calcio d’angolo, quando dal centrocampo in su si fatica a dare velocità alla transizione offensiva. Dentamaro si limita all’interdizione, senza strafare nel giro palla, al punto da indurre Digiorgio a portar palla oltre la linea di centrocampo: il tutto mentre gli avversari si rintanano in area, eccezion fatta per una breve fase ad inizio ripresa ed un assalto finale che porta anche al gol del pareggio. Annullato, però, dall’arbitro Cusumano, che ad onor del vero spinge i tre punti verso Barletta con una direzione non proprio impeccabile.

Sguera, pagella da dimenticare.

BARLETTANI, SERVE LA SCOSSA – In un momento di grande difficoltà psicologica per gli obiettivi sfumati, ma anche con una coperta così corta, i tratti positivi della domenica scavalcano quelli negativi. In parte è giusto così, perchè con altre sei domeniche in vista serve qualche stimolo in più, ma è anche vero che è un 1-0 contro il Molfetta e non contro il Cerignola. Il risultato del gruppo deve ridestare lo spirito agonistico nei singoli, e nei due simboli barlettani su tutti: con Zingrillo fuori dai titolari nelle ultime due domeniche e Sguera peggiore in campo al Paolo Poli, sembra essersi esaurita quell’unica scintilla che avrebbe potuto riportare il Barletta a credere in qualcosa. O forse serviva proprio un segnale in tal senso per riportarli a guidare il gruppo insieme a Digiorgio, che pure non ha trascinato come avrebbe potuto e dovuto?

LUNGIMIRANZA – Non è una di quelle vittorie che scaccia i fantasmi, ma una di quelle che rinvia i verdetti al prossimo esame di maturità, quello di domenica con l’Otranto al Manzi-Chiapulin. Se i più attaccati alla maglia non danno segni di vita, come si può andare oltre un rivedibile 1-0 a Molfetta? A prescindere da obiettivi e qualità d’organico, l’eventuale riconferma per il prossimo anno passa anche da una chiara dimostrazione negli ultimi 40 giorni di stagione.

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