Barletta 1922, crederci o no? Altra sconfitta a Vieste, strada in salita verso i playoff

Barletta 1922, crederci o no? <small class="subtitle">Altra sconfitta a Vieste, strada in salita verso i playoff</small>

Vince solo chi è convinto di poterlo fare. Con questa slogan, un Barletta di qualche anno fa si apprestava a disputare il doppio confronto playout per la permanenza nell’allora Prima Divisione. Contesti diversi, categorie diverse, ma stesso filo conduttore: la convinzione di poter seriamente lottare per qualcosa. Quella che sembra mancare da metà dicembre. Sono due sconfitte consecutive, non certo una serie negativa, ma è già un andamento sufficiente per scegliere cosa fare del proprio futuro.

IL GENIO E IL BUIO – A Vieste, i biancorossi passano in vantaggio e si fanno rimontare fino al 2-1 che premia i garganici. È vero, non è più la squadra dai nomi altisonanti che ha cominciato la stagione, ma chi va in campo dimostra ancora di saperci fare, quando vuole: Faccini detta i tempi del passaggio alle spalle della difesa, Mignogna in surplace lo imbecca col mancino e avvia l’azione di un gol che, se segnato qualche mese fa, avrebbe fatto gridare alla promozione diretta per qualità e balistica. Poi il black-out: bastano dieci minuti, sul groppone di Addario, Digiorgio e Monopoli pesano i due gol dei padroni di casa. Quanto di buono fatto nel primo tempo, svanisce nell’arco di un quarto d’ora dopo l’intervallo. Quel filo conduttore di qualche anno fa ha il suo pessimo alter-ego: la debolezza mentale di chi è entrato in un tunnel senza via d’uscita.

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LE DIFFERENZE – Perchè arrabbiarsi, allora, se ormai è in pieno atto un processo di ridimensionamento progressivo? Ci si arrabbia perchè è passato un anno, e con esso anche quello spirito battagliero che aveva contraddistinto non solo l’ottimo organico da dicembre ad aprile, ma anche chi era riuscito a fare le nozze con i fichi secchi soltanto poche settimane prima. Nemmeno i tentativi di coesione durante le festività natalizie hanno portato ad una scossa: se col Casarano è stato un mix di sfortuna ed ingenuità, a Vieste c’è poco da recriminare per una sconfitta meritata e potenzialmente pronosticabile, a parità d’inerzia tra le due squadre. Allo Spina, gli avversari hanno conquistato tre punti e quinto posto, mentre la squadra di Pizzulli è rimasta a bocca asciutta e rischia di rimanerci anche al termine della regular season.

LE SPERANZE – Eppure, il treno è ancora lì e non sta sfrecciando davanti agli occhi del Barletta. I playoff rappresentano ancora un’eventualità concreta, soprattutto alla luce degli scivoloni di chi precede i biancorossi. Lo stesso Casarano che un mese fa ha sbancato il Manzi-Chiapulin, è riuscito a perdere sul campo del Galatina, che ormai può dirsi al sicuro. Solo sei punti dal quarto posto, per evitare che il distacco all’interno della griglia tagli fuori la quinta classificata come al termine della scorsa stagione. Ma se i primi a non crederci sono proprio i biancorossi, qualsiasi tipo di calcolo è da considerarsi inutile.

LA SETTIMANA DEL 22 GENNAIO – Adesso, la testa torna tra le mura amiche. La sfida casalinga contro l’UC Bisceglie è tra le più importanti dell’intero campionato e del futuro calcistico. Se non si tratta dell’ultimissimo treno playoff, le sembianze sono parecchio simili. Sicuramente è uno degli ultimi treni che porta al Comune di Barletta: prima del match, infatti, ultras e associazioni sportive sfileranno in strada per la manifestazione congiunta, volta a chiedere chiarezza su consegna e manutenzione delle strutture sportive cittadine. Chi non prende a cuore la vicenda dell’impiantistica, probabilmente si ritroverà presto senza nemmeno poter essere pessimista su una corsa playoff. Perchè non ci sarà più nessuno a tentarla.

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