Barletta 1922, l’arte di rimboccarsi le maniche Tra manifestazione e vittoria sul campo, una buona base da cui ripartire

Barletta 1922, l’arte di rimboccarsi le maniche <small class="subtitle">Tra manifestazione e vittoria sul campo, una buona base da cui ripartire</small>

Una città come questa capisce ben presto che non si può perdere tempo nel credere al destino. La ruota gira solo se c’è qualcuno che sa come farla girare. E in una domenica in cui c’è tutto da dimostrare, il Barletta 1922 e tutto l’ambiente dello sport cittadino ha dato un segnale di ripresa sia a livello di calcio giocato, sia dal punto di vista della voglia e delle esigenze da soddisfare nel più breve tempo possibile.

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I FRUTTI – È stata una domenica lunga, fatta di fatica fisica e mentale tanto quanto chi è sceso in campo. È stata la domenica della manifestazione congiunta, che ha portato in piazza gli ultras biancorossi e buona parte delle associazioni sportive barlettane, con l’obiettivo di chiedere fortemente un’impiantistica efficiente e sicura. I primi risultati si sono visti già con l’aggregazione delle scorse settimane, che ha fatto capire agli organi competenti quante e quali fossero le misure da adottare rapidamente. Con sei strutture in emergenza o totalmente inagibili, il progetto di scendere in strada e far sentire la propria voce ha cominciato a scuotere anche chi si è tappato le orecchie per più di 12 mesi.

Barletta sfila per le strutture sportive, ma la strada è ancora lunga.

LA LEZIONE – Tuttavia, la perfezione è un livello che Barletta non ha ancora raggiunto e che non può pretendere di raggiungere al primo colpo. A fronte di una campagna di sensibilizzazione martellante e coinvolgente, la città ha manifestato in appena 250 unità, numeri che, in passato, è stata capace di raggiungere anche senza l’aggregazione tra club agonistici e gruppi organizzati. Forse i tempi di organizzazione sono stati ristretti, forse la coesione tra le parti è ancora in fase embrionale. La certezza, però, è che questa domenica rappresenta un incoraggiamento verso il futuro: fermarsi adesso, nel momento in cui l’opinione pubblica sta cominciando ad acquisire consapevolezza di ciò che realmente sta succedendo agli impianti sportivi, sarebbe un suicidio di massa. È necessario continuare il percorso mediatico intrapreso nell’ultimo mese, per due motivi principali: il primo è quello di non mollare la presa sull’amministrazione comunale, che ha ripreso ad adoperarsi con le manutenzioni dell’ultima ora. Il secondo, ancor più importante, è quello di plasmare una coscienza comune e consapevole nella cittadinanza. In questo modo, si potrà evitare che i rappresentanti politici più latitanti in materia colgano l’occasione di salire su un carro tanto invitante, ma soprattutto si potrà cambiare la mentalità dei qualunquisti di professione, quelli che millantano l’esistenza di “cose più importanti da risolvere” senza argomentare o voler sentire ragione.

L’ALTRA FASE – Passando al calcio giocato, poi, la vittoria sull’UC Bisceglie è la trasposizione tecnica della manifestazione. Tanto lavoro, tanto sudore ed una fiammella di speranza che non vuole ancora spegnersi. E fa bene: proprio quando l’esito sembra ormai scritto, il Barletta conquista tre punti fondamentali e torna al quinto posto con un colpo di testa di Lorusso. Un altamurano, nella domenica che sorride ai biancorossi ed a pochi altri: la ruota non gira mai da sola, serve sempre qualcuno che sappia muoverla nel verso giusto. La battaglia per i playoff, in un certo senso, incarna sul campo quella per le strutture: c’è da soffrire maledettamente, servono sacrifici enormi anche se si è in pochi e con armi meno affilate della controparte, ma forse c’è ancora un margine per raggiungere i propri obiettivi.

IL FUTURO – Due round, una prima vittoria sul campo e le basi per la seconda negli uffici politici e burocratici. Entrambe le strade sono ancora lunghissime, ma i presupposti per regalarsi qualche altra soddisfazione ci sono ancora tutti. Barletta Calcio Sport, si chiamava un tempo: tre parole profetiche che stanno benissimo una accanto all’altra, per un 2017 in cui bisognerà mostrare i denti ed ottenere il pane. A partire dal giorno dopo, a partire da Cerignola.

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