Otranto-Barletta 0-3, le pagelle I tre cannonieri sugli scudi, netta inversione rispetto alla Coppa Italia

Otranto-Barletta 0-3, le pagelle <small class="subtitle">I tre cannonieri sugli scudi, netta inversione rispetto alla Coppa Italia</small>

Un Barletta che non si era mai visto prima, perlomeno in campionato, perchè l’unica prestazione simile è arrivata soltanto nel primo turno di Coppa contro il Trani, nel primo di quattro 3-0 in match ufficiali di questa stagione. Il tris calato ad Otranto è denso di efficacia, cinismo ed armonia tattica: un chiaro segnale di come, con l’arrivo di Pizzulli, l’entusiasmo collettivo abbia incluso anche i giocatori. Le pagelle lo dimostrano.

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Diouf, voto 6: praticamente inoperoso per gran parte del match, risponde presente nelle sortite di inizio partita da parte dell’Otranto. Il resto dell’incontro è ordinaria amministrazione, con un piccolo accenno di crescita nelle uscite in presa alta.

Donvito, voto 6: il terzino destro si limita al compitino, ma è il naturale destino di uno dei due esterni bassi. Tocca a lui tenere la posizione in difesa, senza strafare e seguendo con diligenza le direttive dei centrali di difesa. In proiezione offensiva si fa notare in poche occasioni.

Difesa brillante, promossi in blocco.

Difesa brillante, promossi in blocco.

Aprile, voto 6,5: prova di peso per il centrale difensivo. Ampiamente capovolta la prestazione di Bari, dove qualche sbavatura ne ha condizionato la valutazione complessiva. Preciso in chiusura, sempre presente sui palloni alti, buon feeling con il compagno di reparto.

Ola, voto 6,5: importante recuperarlo psicologicamente dopo il rosso contro l’UC Bisceglie. L’altro centrale risponde forte e chiaro al compito richiesto da Pizzulli, con una prestazione di buon livello che fa ben sperare per il prosieguo della stagione.

Varola, voto 6: anche per il laterale sinistro arriva una performance tutto sommato positiva, dopo la decisiva espulsione nell’andata della semifinale di Coppa. Buona la spinta offensiva, un po’ meno la fase di copertura: Luca rischia di pareggiare su una sua leggerezza.

Zingrillo trascina il centrocampo.

Zingrillo trascina il centrocampo.

Zingrillo, voto 6,5: la mediana non può prescindere dai suoi polmoni in fase di non possesso, ma nemmeno durante quella di disimpegno. Tanta corsa e più di un tocco intelligente per i compagni meglio piazzati, è il giocatore che finora esprime meglio il concetto di centrocampista nel Barletta: scarica palla e torna a correre.

Dentamaro, voto 6,5: una delle note più liete della domenica, considerando la pessima prestazione di Bari, condita da un’espulsione nel finale di partita. Stavolta fa sul serio e il ruolo di metronomo non rimane solo sulla carta. Spicca un movimento ad eludere un raddoppio in fase d’impostazione.

Mignogna, voto 6: il Barletta avrebbe potuto chiudere la contesa con largo anticipo, ma ha dovuto attendere oltre il 90′. Il centrocampista tarantino è protagonista in ripartenza e la manovra non può che passare dall’estro dei suoi piedi, ma spesso si specchia con il tridente offensivo e l’azione sfuma. Bene, ma più concretezza.

Pellecchia, voto 6: stesso discorso di Mignogna, soprattutto sul gioco di rimessa in superiorità numerica. Qualche spunto interessante, con la solita qualità nel controllo di palla, ma manca il suo apporto nelle occasioni decisive della partita. Un momento di pausa dopo la tripletta di domenica scorsa.

Loiodice cambia passo, stavolta la squadra lo segue.

Loiodice cambia passo, stavolta la squadra lo segue.

Loiodice, voto 7: il raddoppio di marcatura sullo stop è ormai una costante delle difese che lo incontrano, ma nell’uno contro uno rimane devastante. Il panico divora Saracino sull’azione del rigore, conquistato e trasformato dall’esterno barese. Il cambio di passo è sempre opera sua.

Santoro, voto 7: tanto sacrificio fin dal primo minuto, è il simbolo del miglior approccio della stagione biancorossa. Indemoniato per un quarto d’ora, durante il quale trova anche il gol del vantaggio dopo aver rubato palla a Cellamare. Corre e lotta finché può, il cambio gli rende il meritato riposo.

Pizzutelli, voto 6: entra a metà ripresa, ha gamba e prova a dare il suo apporto alla manovra offensiva. Ha l’occasione per chiudere la partita con un quarto d’ora d’anticipo, ma sotto porta dimostra di non essere sufficientemente freddo. Innamorato del pallone: a volte è un bel vedere, altre decisamente meno.

G. Lorusso, voto 7: i buoni movimenti intravisti col Molfetta trovano conferma negli scampoli di Otranto. Non disdegna il lavoro sporco con i centrali difensivi avversari, ma sa anche come trattare il pallone a tu per tu col portiere. Il primo gol in biancorosso è un segnale a tutta la concorrenza nel reparto offensivo.

Grumo, sv

Pizzulli, voto 6,5: infonde lo spirito giusto negli undici titolari, evitando pratiche attendiste da trasferta. Il Barletta va in campo con la testa di chi vuole badare al sodo e portare a casa i tre punti, la nuova linfa del mister può essere l’arma in più per un ipotetico filotto fino a metà dicembre.

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