Barletta 1922, ritorno al passato Vecchi fantasmi di una squadra svogliata, il Bitonto passa con merito

Barletta 1922, ritorno al passato <small class="subtitle">Vecchi fantasmi di una squadra svogliata, il Bitonto passa con merito</small>

Se è vero che questo tipo di sconfitte aiutano a crescere, il percorso di miglioramento non può che iniziare dall’ammissione di colpa. Un Barletta fiacco, sterile e spuntato cede 2-1 alla capolista Bitonto, la prima squadra ad espugnare la casa biancorossa (sul campo, ndr) da un anno e mezzo. Da un possibile -5 dalla vetta, che di fatto avrebbe riaperto i giochi, si passa ad uno sconfortante -10, addirittura nuovamente a due punti dalla zona playoff. Bilancio peggiore non sarebbe potuto emergere.

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ASSENTI INGIUSTIFICATI – E pensare che l’approccio alla partita è praticamente identico a quello di Otranto, lasciando sperare in una vera e propria inversione a U nella mente dei giocatori e, soprattutto, in quella dei tifosi. Invece no, l’autorete di Elia sullo spiovente di Mignogna è praticamente l’ultimo, vero squillo di una squadra mai in grado di rendersi realmente pericolosa, ed è solo il quarto minuto. Sale in cattedra la squadra più quadrata e solida, anche la più sfortunata per poco più di un tempo. Pizzulli vede sparire un pur brillante inizio di partita e viene a galla quello che nessuno voleva auspicare: il fantasma del Barletta di settembre-ottobre, quello che vince casualmente, ma pronto ad andare nel panico alla prima difficoltà. Il Bitonto non è lì per caso: merita il pareggio, sfrutta l’inerzia capovolta dagli episodi e vince la partita da grande squadra. Certo, influisce una direzione arbitrale con due pesi e due misure, ma la sensazione è che, anche in parità numerica, solo gli ospiti avrebbero potuto portare a casa i tre punti.

L’ESAME DI COSCIENZA – Con il terzo mese di match ufficiali che si avvia alla conclusione, è ormai chiaro che il problema tecnico non si trovi in panchina. Parlare di problema a monte, evidenziando le colpe e i flop di De Santis, significherebbe girare il coltello nella piaga, ma soprattutto vorrebbe dire affidarsi ancora al parafulmine di tutte le responsabilità. La realtà è che il Barletta attuale non è capace di lottare spalla a spalla con le potenze di questo campionato: contro le prime cinque della classe, sono arrivati un successo, due pareggi e due sconfitte, appellandosi costantemente agli errori commessi dal direttore sportivo. Dopo tre corsi tecnici, numerosi faccia a faccia nello spogliatoio e confronti con la piazza, la situazione non sembra cambiata: Di Rito è con la testa altrove ed è indubbiamente il bersaglio principale, il centrocampo trotterella senza meta e la difesa continua ad avere limiti troppo evidenti per un campionato di vertice. Va a finire che anche Sguera e Zingrillo, baluardi della barlettanità che dovrebbero gestire il termometro dello spogliatoio, si trovino coinvolti in situazioni esasperanti: l’acceso confronto con i giocatori del Bitonto a fine partita è lo specchio della frustrazione non solo per un risultato, ma anche per una stagione negativa. Tutti colpevoli, tutti sotto esame: dicembre è alle porte, ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità a prescindere dalla posizione di De Santis.

L’ULTIMA CHANCE – Giovedì c’è da recuperare lo svantaggio in Coppa Italia e servirà una prestazione ben diversa da quella di ieri. Tuttavia, una squadra con questi nomi non può permettersi di scegliere una competizione a cui puntare, concentrando le proprie energie sulla Coppa e lasciando perdere il campionato. La costanza in un cammino ad eliminazione diretta passa anche da quella in un girone all’italiana da 30 giornate, se si vuole rimanere in una sfera meramente tecnica e mentale. Sul piano professionale, invece, il Barletta ha l’obbligo morale di giocarsela quantomeno dal punto di vista dell’impegno. Impegno che, stando a quanto visto col Bitonto, non è un fattore che può infondere Pizzulli, come non hanno potuto infonderlo i suoi predecessori: in una situazione così delicata e prossima ad essere definitivamente compromessa, un’analisi personale è il metodo più rapido, sereno ed efficace per capire se il proprio posto è a Barletta oppure no. L’ultima chance dura fino a fine mese.

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