Barletta 1922, ambizione irrazionale Un atteggiamento da "piccola", ad Avetrana un punto che logora

Barletta 1922, ambizione irrazionale <small class="subtitle">Un atteggiamento da "piccola", ad Avetrana un punto che logora</small>

Ci sono tanti motivi per pensare che la stagione non sia definitivamente compromessa, ma ce ne sono molti altri che lasciano intendere ben altro. Serve ben più di una rivoluzione per restituire al Barletta 1922 quella credibilità, in realtà solo teorica, che ha caratterizzato il pre-campionato. Il pareggio in extremis ad Avetrana dimostra questo e tanto altro, dai singoli fino alla totalità dell’ambiente.

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L’ATTEGGIAMENTO – Partire dalla fine, in questo caso, dà l’esatta dimensione dello spirito attuale. Con i padroni di casa in vantaggio, Dentamaro trova l’1-1 in pieno recupero e permette ai biancorossi di tornare a muovere la classifica. Con due minuti ancora da giocare, però, nessuno si preoccupa di accelerare i tempi per la ripresa del gioco, in modo da tentare quantomeno un ultimo assalto. La gioia per il gol conferma il momento difficile dei biancorossi, che non riescono a trovare la quadra nonostante una clamorosa serie di cambi in panchina, e per questo può considerarsi quasi motivata. In realtà, qualunque risultato diverso dalla vittoria su un campo come Avetrana, per una squadra come il Barletta, non può trovare lati positivi oltre ad una reazione appena accennata che garantisce un solo punto. È l’atteggiamento tipico delle “piccole”, non certamente di chi punta a rientrare nella griglia playoff.

Troppe difficoltà, poche attenuanti.

Troppe difficoltà, poche attenuanti.

LA CONFUSIONE – Le rescissioni post-Coppa e la doppia squalifica Zingrillo-Sguera rappresentano le uniche attenuanti della domenica, visto che Pizzulli è costretto a ripiegare su Grumo ed un pacchetto under allargato. Il campo in terra battuta, esattamente come quello di Novoli, non aiuta certamente la manovra, anche se lo stato confusionale dell’ultimo mese non lascia molto spazio alle elaborazioni tattiche. A tratti l’Avetrana fa anche la partita e, nonostante le difficoltà legate al terreno di gioco, il Barletta non può permettersi di giocare solo sulle ormai prevedibili accelerazioni di Loiodice o con inutili lanci lunghi a cercare nient’altro che un rimpallo. Analizzare l’ambito tecnico diventa superfluo, considerando il livello della prestazione da entrambe le parti.

Pizzulli, una vittoria in cinque match.

Pizzulli, una vittoria in cinque match.

L’EVIDENZA – È palese. Non basta un avvicendamento in panchina per risolvere i problemi di una squadra psicologicamente debole ed incapace di farsi forza attraverso il collettivo. La Cava non ha nemmeno esordito, Bitetto è andato incontro ad un esonero annunciato giorni prima, Pizzulli ha raccolto una vittoria, un pareggio e tre sconfitte, tra cui un’eliminazione dalla Coppa Italia. Il pareggio di Avetrana è l’ennesimo tentativo di girarci attorno: più che un’altra dimostrazione di grave difficoltà nella lotta al vertice, è da intendere soltanto come un altro passo verso il mercato di dicembre.

Domenica inizia l’ultimo mese dell’anno, con quattro match a cavallo del giro di boa. Si parte dalla Vigor Trani in casa, per poi andare a Noicattaro e tornare al Manzi-Chiapulin per il doppio turno casalingo: l’ultima d’andata è contro l’Hellas Taranto, prima di Natale arriva il Casarano per la prima di ritorno. È qui che il Barletta potrà e dovrà cambiare volto, per evitare di trascinarsi fino ad aprile senza nemmeno un briciolo di emozioni ed ambizioni.

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