Amarcord, Fabrizio Di Bella: “Il derby salvezza con l’Andria sempre nel mio cuore” Il roccioso centrale romano ricorda l'indimenticabile esperienza biancorossa

Amarcord, Fabrizio Di Bella: “Il derby salvezza con l’Andria sempre nel mio cuore” <small class="subtitle">Il roccioso centrale romano ricorda l'indimenticabile esperienza biancorossa</small>

Due stagioni con la maglia del Barletta, di cui una con l’onere e l’onore di indossare la fascia da capitano, prima di essere ceduto alla Vigor Lamezia. Stiamo parlando di Fabrizio Di Bella, difensore romano di nascita, ma barlettano di adozione, tanto che, a distanza di due anni, è ancora molto forte il rapporto che lo lega alla Città della Disfida.

“L’esperienza di Barletta è sempre un bel ricordo-esordisce l’ex centrale biancorosso, attualmente all’AltoVicentino-anche perché ho tanti amici e ogni anno passo a salutarli. Come è già noto mi trovo benissimo nella vostra città e ci torno ogni volta molto volentieri. Se devo scegliere un momento in particolare con la maglia del Barletta, dico una data: 2 giugno 2013, la salvezza ad Andria. Siamo riusciti a fare un girone di ritorno straordinario, arrivando all’appuntamento playout  al top della forma. Abbiamo meritato il mantenimento della categoria. Ricordo la grande festa dei tifosi nel post partita al Puttilli: momenti davvero indimenticabili e che rimarranno nel mio cuore”.

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Nell’estate del 2014, Fabrizio Di Bella è stato ceduto alla Vigor Lamezia, chiudendo la sua fortunata esperienza con il Barletta. “Sarei potuto rimanere anche nella stagione seguente, non c’erano assolutamente problemi. La nuova dirigenza, capeggiata da Perpignano, ha fatto però altre scelte, escludendo molti giocatori della vecchia guardia dal progetto del nuovo Barletta. Ha valutato altre opzioni, solo questo, e io poi ho deciso di accettare la proposta della Vigor Lamezia”.

Negli ultimi anni sono molte le piazze blasonate che sono dovute ripartire da categorie regionali. Lo stesso Barletta è alla sua seconda stagione in Eccellenza. “Penso sia un problema di programmazione generale: ormai nel calcio non c’è più tempo, tutti vogliono vincere subito e, quando questo non riesce, in tanti preferiscono mollare tutto. Personalmente ammiro molto piazze come Sassuolo e Carpi che, partite dal nulla, sono riuscite a raggiungere i vertici del calcio italiano. Io prenderei esempio da loro”. Parola di Fabrizio Di Bella.

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