Cristian Barletta, senti Italia: “Avvio figlio della programmazione” Il direttore generale biancorosso sul secondo posto dopo quattro turni

Cristian Barletta, senti Italia: “Avvio figlio della programmazione” <small class="subtitle">Il direttore generale biancorosso sul secondo posto dopo quattro turni</small>

Volare basso, pensare al prossimo step-la trasferta di Catanzaro-e una sola parola d’ordine: programmazione. Gli 8 punti ottenuti dal Cristian Barletta nelle prime 4 giornate del campionato di serie A2, girone B, coincidenti con il secondo posto, si spiegano così: biancorossi matricola imbattuta e ambiente compatto dentro e fuori dal parquet, come assicura il direttore generale Ruggiero Italia. “Non ci aspettavamo nemmeno noi un inizio così intenso, questo dimostra che le scelte fatte sono sempre realizzate con attenzione, ponderate e alla fine producono questi frutti-le sue parole sul sito ufficiale del club-Ben vengano questi risultati, servono al movimento del calcio a 5 e non solo al Cristian: vincere aiuta a vincere, dobbiamo essere pronti e bravi noi ad essere preparati con un’organizzazione tale che possa mantenere i risultati che stanno arrivando. Se non siamo compatti, uniti e umili, rischi di montarti la testa e questo non deve accadere. Il nostro obiettivo resta la salvezza”. Anche sabato, nel 5-3 contro Bisceglie, il PalaBorgia ha ospitato 2000 spettatori sugli spalti, tutti a costo zero: “L’accesso  è gratuito perché vogliamo far conoscere il movimento a chi magari oggi è diffidente e non crede alla nostra realtà-spiega Italia-Vogliamo coinvolgere tutti i tipi e le categorie di sportivi, coinvolgendo le famiglie. Abbiamo giocato due derby e i numeri elevati sono stati aiutati anche dalla presenza del pubblico ospite: vogliamo capire se possiamo mantenere questo target anche in futuro. Noi ad ora offriamo un prodotto di buon livello a costi gratuiti”.

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Una scalata, quella del Cristian, avviata tre stagioni orsono. “Il nostro mantra è uno solo: programmazione. Senza questa e il rispetto dei ruoli è difficile che si possa crescere. L’approssimazione non paga: senza studiare non si hanno risultati. La dose di fortuna è sempre minima rispetto a tutto il resto: siamo secondi e buona parte del merito, direi l’80%, è farina del nostro sacco-ammette il dg-Il tecnico e la società hanno studiato la campagna acquisti nel dettaglio, le conferme hanno premiato chi ci ha dato tanto e poi c’è una direttrice principale: l’umiltà”. La chiosa è personale: “Come seguo le partite? Quest’anno sono paradossalmente più rilassato: l’anno scorso avevamo in mente di vincere il campionato e c’era tanto in palio. L’obiettivo era conclamato e si giocava un continuo testa a testa con Rutigliano. Sono più calmo perché credo che la salvezza possa essere a portata di mano. Nessuno è a punteggio pieno e c’è grande equilibrio”. Sabato, prima del derby, sono state vendute al PalaBorgia le fidelity card biancorosse, ma c’è tanto in pentola: “Stiamo studiando altre forme di fidelizzazione, che proporremo in futuro. Al momento non sveliamo nulla-conclude Italia-puntiamo sull’effetto sorpresa, in campo e fuori”.

 

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