Barletta 1922, dalla difesa alla difesa Digiorgio-gol a Terlizzi, poi il pacchetto arretrato fa harakiri col Vieste

Barletta 1922, dalla difesa alla difesa <small class="subtitle">Digiorgio-gol a Terlizzi, poi il pacchetto arretrato fa harakiri col Vieste</small>

La colpa può essere di una grinta ancora ad intermittenza, che rappresenta l’ipotesi più probabile e paradossalmente il male minore. Oppure si può ricondurre il tutto a dei limiti tecnico-tattici, e questo potrebbe creare qualche grattacapo in più nel corso della stagione. Che sia una questione di atteggiamento o di scarsa predisposizione, il Barletta 1922 continua a non dare l’impressione di una corazzata sotto l’aspetto psicologico, ancor prima che di organico. Il pareggio col Vieste, nel secondo 1-1 a distanza di poco più di dieci giorni, lo dimostra a prescindere dalla competizione in cui si è impegnati.

Barletta 1922, continua a mancare qualcosa.

Barletta 1922, continua a mancare qualcosa.

IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA – Da domenica a giovedì, le responsabilità della vittoria a Terlizzi e del pareggio in Coppa Italia sono della difesa. Fondamentalmente, a stendere l’UC Bisceglie è stato il gran gol di Loiodice, ma quello di Digiorgio e le parate di Rossetti nel finale hanno dato un contributo determinante per i primi tre punti in trasferta. Stesso impatto che, contro i garganici, ha costretto i biancorossi a rinunciare alla vittoria nell’andata del secondo turno. Un gol improvviso, da una punizione che difficilmente sarebbe stata preda degli attaccanti avversari, ma che si è trasformata in una palla velenosissima per l’ennesimo errore di comunicazione tra portiere e pacchetto arretrato.

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In cerca di cattiveria per le prossime settimane.

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PIEDE SULL’ACCELERATORE – Certamente un calo di concentrazione nel finale di partita, tanto grave da mettere in discussione la qualificazione al turno successivo di Coppa, ma anche l’idea sempre più concreta di non poter stare tranquilli con gli avversari nella metà campo biancorossa. Un percorso produttivo, seppur lento, dovrebbe essere naturale per la squadra e soprattutto per gli under, ma il tempo per imparare e mettere in pratica è già particolarmente ristretto. Sta a Bitetto accelerare le pratiche dal punto di vista tecnico, ma anche a De Santis spronare un gruppo che sembra aver inteso soltanto nelle parole, ma non nei fatti, il peso della maglia che indossano e quello delle ambizioni che si prefigge un’intera piazza.

Al Manzi-Chiapulin arriveranno Cerignola ed Altamura.

Al Manzi-Chiapulin arriveranno Cerignola ed Altamura.

TUTTO O NIENTE Ottobre è il mese della verità. L’idea di dover affrontare ogni partita come se fosse l’ultima, in effetti, può comportare non poca pressione sulle spalle dei giocatori, ma è la scelta che hanno fatto per quest’anno. E anche una competizione tecnicamente secondaria come la Coppa Italia, che comunque garantisce un posto in Serie D alla vincitrice, diventa un esame fondamentale in vista degli impegni di campionato. Che adesso non ammettono risultati diversi dalla vittoria: il Cerignola è dietro l’angolo, poi toccherà ad una trasferta presumibilmente soft a Galatina, infine il primo vero spartiacque della stagione. Il 23 ottobre c’è l’Altamura al Manzi-Chiapulin, dove all’atmosfera sugli spalti dovrà corrispondere la migliore prestazione possibile di questo 2016.

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