Manzi Chiapulin, storie di ordinaria follia Irrisolta la questione "castelletto", continuano i disagi per tifosi e operatori dell'informazione

Manzi Chiapulin, storie di ordinaria follia <small class="subtitle">Irrisolta la questione "castelletto", continuano i disagi per tifosi e operatori dell'informazione</small>

“La società del Barletta 1922 intende ringraziare sentitamente, oltre che i tifosi accorsi sugli spalti del “Manzi-Chiapulin”, i rappresentanti dei media presenti questo pomeriggio durante la partita pareggiata per 0-0 contro il Team Altamura. L’assenza di chiare divisioni degli spazi destinati a supporters e operatori dell’informazione in tribuna non rendono agevole il lavoro quotidiano”. Il riassunto migliore di quanto continua ad accadere sugli spalti del Manzi Chiapulin è dato dalla nota ufficiale diramata dal Barletta 1922 attraverso il proprio sito, che ancora una volta ringrazia pubblico ed operatori dell’informazione per la pazienza mostrata durante i 90 minuti di Barletta-Team Altamura. Nonostante al momento sia l’unica soluzione praticabile, l’impianto di Via dei Mandorli non può dirsi ancora  ancora funzionale alle esigenze del pubblico: questo primo scorcio di stagione, infatti, ha messo in mostra le carenze della struttura costruita in poche settimane.

Quali sono, dunque, le possibili soluzioni? Da mesi si continua a parlare di un “castelletto” coperto che dovrebbe agevolare gli operatori dell’informazione, costretti a lavorare in condizioni disagianti. In verità ci si aspettava un intervento concreto già ad inizio ottobre, la situazione però è rimasta pressoché invariata. Diventa difficile svolgere al meglio la propria mansione, quando bisogna lottare per costruirsi uno spazio. Sì, lottare. Avete inteso bene. Perché ogni domenica su quella “tribuna” bisogna lottare, farsi spazio, mettere a repentaglio la propria sicurezza.

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Il Manzi Chiapulin è una struttura approssimativa, pensata male e resa peggiore all’atto pratico. L’esempio lampante? La mancanza di una copertura. I tifosi contro Gallipoli e Cerignola sono stati costretti a lasciare il proprio posto, trovando riparo a ridosso del tensostatico o addirittura all’esterno dei cancelli. La piazza meriterebbe un pizzico di rispetto in più, quel rispetto che viene a mancare quando ognuno non ha il proprio posto a sedere e, come inevitabile conseguenza, intralcia il lavoro di chi fa informazione. Il comunicato della dirigenza biancorossa trova piena approvazione, riportando al centro delle polemiche la negligenza ed i ritardi dell’amministrazione comunale. Questa guerra fra poveri deve avere fine quanto prima.

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