Barletta 1922, la costruzione dell’artiglieria pesante Di Rito e la classifica marcatori, Mignogna cambia passo. Quali armi per Bitetto?

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La ricerca della continuità è l’obiettivo che si pone non solo qualsiasi allenatore, ma anche qualsiasi giocatore. È la terza volta in poco più di un mese che il Barletta 1922 fa i conti con una settimana dopo una vittoria per 3-0: nei due casi precedenti, l’effetto rilasciato da un successo così roboante non è stato particolarmente positivo. Sarà l’inizio di un filotto, sarà una ritrovata fiducia nell’ambiente, ma sembra che i biancorossi possano davvero cambiare marcia. Il merito? Di un attacco che si fa sentire a prescindere dai gol segnati.

Lottare contro tutto e tutti.

Lottare contro tutto e tutti.

NESSUNO SCONTO – In realtà, nelle prime cinque giornate di campionato sono comunque arrivate dieci reti. È il terzo miglior attacco del campionato, dopo i 16 dell’Altamura capolista e i 12 del Cerignola terzo. Poco importa del 9-1 dei murgiani contro un Trani ormai derelitto, al contrario sarebbe stato ancor più umiliante fermarsi e mostrare supponenza, più che superiorità. Questo è il punto da cui deve partire il lavoro del Barletta: nessuno fa o farà sconti a nessuno, soprattutto quando sarà il momento di scontrarsi l’una contro l’altra. Da qui parte anche l’ambizione dei singoli e del reparto offensivo, che può contare su una serie di soluzioni a dir poco invidiabili.

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Di Rito insegue Del Core, due gol di differenza.

Di Rito insegue Del Core, due gol di differenza.

DI RITO È LA CHIAVE – Punto cardine, fino a questo momento, è stato un Nicolas Di Rito ad alti livelli. 3 gol in 5 partite, più uno sfiorato a Terlizzi ed uno score che si estende anche in Coppa Italia. Nella conferenza stampa di martedì, l’attaccante argentino ha dichiarato di non puntare al titolo di capocannoniere, provvisoriamente detenuto da Umberto Del Core con 5 reti. Profilo inopinabile, quello del centravanti, che antepone il bersaglio grosso a quello personale: non è detto, però, che le due cose non possano combaciare. L’inizio è stato decisamente positivo ed il suo ruolo di numero 9 difficilmente verrà messo in discussione, ma da uno stimolo per i traguardi personali potrebbe trarre beneficio l’intero gruppo, soprattutto se si sbloccherà anche in trasferta: finora è andato in gol al Manzi-Chiapulin contro Gallipoli, Vieste e Cerignola, ora ne serve anche qualcuno fuori.

Francesco Mignogna, la testa per salire.

Francesco Mignogna, la testa per salire.

MIGNOGNA GUADAGNA PUNTI – La questione si fa più complessa quando si passa a chi affiancargli. È indubbio che gli esterni stiano facendo un lavoro eccezionale, in particolare Loiodice. La mattonella alle spalle di Di Rito diventa la più ambita e discussa: se Sguera fa parte della controprova che vede i barlettani come quid pluris in termini di grinta, e se Santoro si batte come può per ritagliarsi un po’ di spazio, entrambi non sembrano poter puntare ai margini di miglioramento di Mignogna. Il centrocampista tarantino, che finora ha ricoperto un po’ tutti i ruoli nei 20 metri tra mediana e tridente di fantasisti, sta dimostrando di avere un impatto immediato ed efficace. La sua esperienza ed il suo cambio di passo hanno già permesso di chiudere la partita col Cerignola, ma soprattutto di far scaturire il 3-2 di Loiodice a Terlizzi.

Bitetto tra tre nomi per il 4-2-3-1.

Bitetto tra tre nomi per il 4-2-3-1.

GLI STUDI DI BITETTO – È l’eterna battaglia tra garra e tecnica: Sguera e Santoro sono gli elementi da sfruttare per un gioco più spigoloso, ma Mignogna è colui che fa ragionare i reparti o che, all’occorrenza, può spaccare in due la partita. Bitetto è chiamato a giostrare gli elementi in modo che ognuno dia il suo contributo, ma anche a far comprendere loro in quali occasioni potranno tornare utili. Una prima gerarchia, condizioni atletiche permettendo, va già definendosi: se il tasso tecnico e l’atteggiamento continueranno ad andare di pari passo come negli ultimi dieci giorni, le speranze di potersela giocare fino alla fine non sono poi così basse come si pensava dopo il Vieste.

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