Barletta 1922, un tris di fiducia I biancorossi dominano il Trani, domenica c'è già il Casarano

Barletta 1922, un tris di fiducia <small class="subtitle">I biancorossi dominano il Trani, domenica c'è già il Casarano</small>

Trovare il giusto equilibrio tra facili entusiasmi e consapevolezza dei propri mezzi, a volte, può diventare complicato. Soprattutto quando si è ad inizio stagione, senza che il campo dia un metro di paragone sufficiente. Quello che si è visto ieri a Bari, però, lascia intendere le qualità di un Barletta che punta deciso alla promozione diretta, senza disdegnare un’avventura sul doppio fronte, comprendendo la Coppa Italia.

La formazione biancorossa che ha dominato il Trani.

La formazione biancorossa che ha dominato il Trani.

ZERO ILLUSIONI – Il 3-0 inflitto alla Vigor Trani ha messo tutti d’accordo, con l’auspicio che sia l’inizio di una campagna di supremazia nei confronti delle rivali. Fondamentalmente, si tratta ancora di calcio estivo e lo sarà per tutto il mese di settembre, anche se ci saranno in palio i primi punti della stagione: i biancorossi dovranno dimostrare di saper mantenere un ruolino e dettare i ritmi in un’annata che, vietato farsi illusioni, riserverà ugualmente difficoltà e scontri logoranti con le principali concorrenti ad alta quota.

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Francesco Bitetto scruta il Barletta dalla panchina.

Francesco Bitetto scruta il Barletta dalla panchina.

LA MANO DI BITETTO – Difficoltà che, ad un primo impatto logico, si sarebbero potute manifestare già ieri. Senza aver curato la preparazione atletica dell’estate e senza aver gestito in prima persona il mercato, Francesco Bitetto è riuscito a mettere in campo una squadra brillante, cinica e a tratti anche divertente. Che sia una vittoria figlia del lavoro di La Cava, che sia frutto delle indicazioni dell’ultima ora da parte del nuovo tecnico, è l’unità d’intenti a balzare agli occhi. Nessun contraccolpo negativo dopo l’esonero dell’allenatore campano, anzi una reazione che ha rimesso in carreggiata l’intero gruppo, dopo i primi mugugni per la sconfitta di Corato e il pareggio di Avellino.

Loiodice trascina i suoi, colpi geniali a Bari.

Loiodice trascina i suoi, colpi geniali a Bari.

GESTIONE IMPECCABILE – Un ritrovato spirito competitivo è emerso non tanto nel punteggio, effettivamente frutto di una percentuale realizzativa del 100%, bensì nella supremazia territoriale condotta per tutto l’arco della partita. La difesa non ha concesso occasioni se non in mischia da corner, la mediana ha dettato i tempi senza subire pressioni e l’attacco ha fatto ciò che voleva: Loiodice e Pellecchia alternano accelerazioni letali a stop raffinatissimi, Di Rito concretizza il lavoro del tridente che lo supporta.

A fine partita sotto il settore biancorosso.

A fine partita sotto il settore biancorosso.

IL PATTO PER LA D – A fine gara, l’abbraccio con il pubblico biancorosso raccolto nel settore ospiti. Un breve colloquio con la tifoseria organizzata, dal quale emerge la sacrosanta ovvietà di ogni stagione: se la squadra giocherà sempre con questa cattiveria agonistica, gli applausi saranno sempre dovuti, a prescindere dal risultato finale. Più che un confronto, si tratta di un patto per la stagione imminente: a partire da Casarano, dove si giocherà a porte chiuse e bisognerà immediatamente abituarsi alle insidie di un campionato in cui le ingenuità si pagano a caro prezzo.

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