Barletta 1922, tre schiaffi nell’emergenza-Manzi Vittoria brillante sul Gallipoli, ma che disagio sugli spalti!

Barletta 1922, tre schiaffi nell’emergenza-Manzi <small class="subtitle">Vittoria brillante sul Gallipoli, ma che disagio sugli spalti!</small>

È la domenica del riscatto definitivo, ma è anche quella dei dubbi sul prosieguo logistico del campionato. Il Barletta 1922 mette in cascina la prima vittoria in Eccellenza 16/17 grazie al 3-0 inflitto al Gallipoli, ma lo fa sotto un acquazzone che mette a repentaglio sia la salute dei tifosi, sia l’incolumità delle strumentazioni utilizzate dagli organi di stampa e televisioni. Una situazione incresciosa, quella del Manzi-Chiapulin, quasi capace di far passare in secondo piano la bella prestazione dei biancorossi.

La festa biancorossa al gol di Di Rito.

La festa biancorossa al gol di Di Rito.

BARLETTA, COSÌ SÌ – La pioggia c’è stata anche a Casarano, ma la prova della squadra è stata diametralmente opposta a quella di ieri. Qual è il vero motivo di questa altalena? Limitare le cause al semplice passaggio da erba naturale a sintetica sarebbe riduttivo, soprattutto per una squadra che ambisce a vincere il campionato. Tuttavia, il clima ideale è quello al grido di “scordiamoci il passato“: il Barletta riparte dai tre schiaffi al Gallipoli, grazie ad una performance ricca di fame e grinta per gran parte del match. In teoria, non ci sarebbe nulla di nuovo rispetto alla scorsa stagione, vista l’intensità ritrovata tra le mura amiche. In pratica, però, c’è un gioco più frizzante, votato all’attacco ma soprattutto alla manovra con criterio: scambi di prima, sponde e uno-due per cercare la verticalizzazione. La mano di Bitetto comincia pian piano a mettersi in mostra, non solo nel gioco ma anche nella testa di chi scende in campo. Che siano big della categoria o titolari dello scorso anno rimessi in discussione.

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La protesta non si ferma: il Puttilli è la soluzione definitiva.

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MANZI-CHIAPULIN, COSÌ NO – Il riassunto migliore di quanto accaduto sugli spalti è dato dalla nota del Barletta 1922. Mai, nonostante una gestione scellerata delle strutture cittadine da parte delle autorità comunali, una società è arrivata a ringraziare pubblico ed operatori dell’informazione per la pazienza mostrata durante i 90 minuti di partita. È bastato un pomeriggio piovoso per amplificare l’emergenza del Manzi-Chiapulin, la cui struttura, per ovvi motivi di seguito quotidiano di tifoseria e stampa, è da definire approssimativa. Non tanto nel lavoro dell’impresa incaricata, quanto nello studio della soluzione: nessuna copertura per garantire lo svolgimento della propria professione, né tantomeno per permettere agli spettatori di seguire l’intero match: sia TV che tifosi sono stati costretti a lasciare il proprio posto, trovando riparo a ridosso del tensostatico o addirittura all’esterno dei cancelli. Diventa difficile, a questo punto, sposare la linea dell’attaccamento al Barletta a prescindere da ogni avversità atmosferica, soprattutto in rapporto al sacrosanto acquisto di un biglietto per assistere alla partita o al diritto, ancor più sacrosanto, di lavorare nelle migliori condizioni possibili. Il comunicato della dirigenza biancorossa, dunque, trova piena approvazione nel day-after, riportando al centro delle polemiche la negligenza ed i ritardi dell’amministrazione comunale.

Inoltre, non c’è nemmeno tempo per rifiatare e riorganizzarsi dal punto di vista logistico. Domenica c’è un altro turno casalingo, stavolta contro il Vieste. Sperando che non emergano altri disagi per le condizioni atmosferiche, è auspicabile che gli spettatori del Manzi-Chiapulin possano veder soddisfatte le esigenze primarie durante una partita di calcio. Per quel che riguarda la squadra, invece, è il momento migliore per rimettersi all’inseguimento di chi è a punteggio pieno.

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