Damato: “Orgoglioso per Euro 2016, seguo sempre il Barletta” L'arbitro barlettano si racconta nell'intervista in diretta ai nostri microfoni

Damato: “Orgoglioso per Euro 2016, seguo sempre il Barletta” <small class="subtitle">L'arbitro barlettano si racconta nell'intervista in diretta ai nostri microfoni</small>

Archiviata l’esperienza internazionale ad Euro 2016, con il raggiungimento della semifinale tra Francia e Germania, Antonio Damato torna nella sua Barletta per analizzare il punto più alto della sua carriera, auspicando un nuovo apice ai Mondiali in Russia tra due anni. Il direttore di gara, che agli Europei ha ricoperto il ruolo di addizionale nel team capitanato da Rizzoli, è intervenuto in diretta su BarlettaSport per una lunga intervista.

Tra i punti salienti toccati nelle dichiarazioni dell’arbitro barlettano, c’è ovviamente il cammino parallelo della sestina italiana con quello della Nazionale: “Desidero sfatare il mito del tifo contro – spiega Damatoperchè non godiamo delle sconfitte altrui per far strada in una competizione del genere. Con la Spagna eravamo allo stadio e abbiamo supportato gli azzurri, con la Germania eravamo in hotel e devo dire di aver vissuto un momento di grande intensità emotiva vedendo la partita con i miei colleghi“. Francia-Germania è stata definita la finale anticipata e questo gli fa piacere: “È un motivo di grande orgoglio, siamo riusciti a gestire la situazione in campo senza patemi e con un clima molto sereno, nonostante il peso della posta in palio e le decisioni importanti, come il rigore assegnato ai francesi“.

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Tra gli italiani, c’è un giocatore da cui Damato è rimasto particolarmente colpito: “Credo che Giaccherini sia stato tra le sorprese di questo Europeo. Sempre dedito alla squadra, mai una parola fuori posto né con staff e compagni né tantomeno con i direttori di gara. Ha mantenuto un comportamento esemplare, oltre ad aver dato un contributo importantissimo all’Italia“.

Entrare a far parte dei migliori arbitri italiani e continentali è un traguardo importante, ma da dove si parte? “Quand’ero più giovane – continua Damato – era il periodo in cui Collina era all’apice della carriera. È normale che tutti gli arbitri della nostra generazione si ispirino a personalità del genere, ma adesso credo che sia fondamentale cogliere il meglio da tutti i colleghi. Non esiste un modello a cui far riferimento, una volta arrivati su questi palcoscenici. Sono orgoglioso di poter dividere il campo con tanti direttori di gara preparati, anche l’esperienza in Francia mi ha permesso di arricchire il mio bagaglio di conoscenze. Ho 44 anni, in Italia si smette a 45, ma ho ancora tanti stimoli per togliermi delle soddisfazioni importanti“.

Infine, il rapporto con la città ed il Barletta: “Mi è difficile essere sugli spalti, visti gli impegni concomitanti della domenica, ma seguo sempre la squadra e mi informo sulle sue vicende. Da anni dividiamo anche gli stessi impianti ed annessi problemi strutturali, quindi c’è sempre modo di scambiare due battute, informarsi ed essere vicini all’ambiente biancorosso. Spero che si possa presto tornare ai fasti a cui ci eravamo abituati, Barletta non merita di trovarsi in queste categorie. È il mio augurio per la prossima stagione“.

Di seguito, ecco l’intervista integrale ad Antonio Damato.

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