Veronica Inglese e quella strada per Rio: «Raggiunto un sogno» «Ora lo sguardo è agli Europei, Barletta è il mio serbatoio di energia»

Veronica Inglese e quella strada per Rio: «Raggiunto un sogno» <small class="subtitle">«Ora lo sguardo è agli Europei, Barletta è il mio serbatoio di energia»</small>

Dopo Pietro Mennea e Pia Lionetti, Veronica Inglese. La rappresentanza barlettana a cinque cerchi ha conosciuto il suo terzo componente nello storico filotto una settimana fa, quando la 26enne barlettana tesserata per il C.S. Esercito Italiano-in gara a Stanford negli Stati Uniti-ha percorso i 10000 metri con il tempo di 31:42:02 centrando il record personale, quarto crono italiano di tutti i tempi. Altro tassello di un 2016 già entusiasmante, che Veronica ha commentato ai microfoni di BarlettaSport.it domenica scorsa in un’intervista in diretta su Facebook, che ha conquistato decine di consensi e migliaia di visualizzazioni. Ne ripercorriamo i passaggi principali.

STANFORD E QUEI 31’42’’– «E’ il tempo che non pensavo di poter raggiungere ma che sono riuscita a realizzare: sapevo che con costanza, fatica e volendo ottenere quell’obiettivo, una volta in gara ci devi solo credere. Io credevo di poterlo fare e ce l’ho fatta: sentivo che ogni giro era perfetto per realizzare il tempo per l’Olimpiade. Ogni giro che passava mi dicevo “si sta avverando”». Ed è successo sul serio: «ll tempo minimo era 32’15’’, aver totalizzato questo crono mi spinge verso un’intensa estate, dove sarò impegnata prima negli Europei e poi a Rio». Il primo pensiero al traguardo? «Ho guardato il tabellone per vedere se c’era il mio nome ed ero così presa dall’emozione: dopo non vedevo l’ora di dare la notizia a casa, ai miei genitori, al mio fidanzato e a tutti coloro che mi hanno sostenuta. L’atletica è la mia vita, un sogno che ho sempre vissuto da quando ero piccolina: ci ho sempre creduto e forse per quello sono riuscita a crearmi una via».

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IL RITORNO A BARLETTA– Più forte del fuso orario: «Sono arrivata a Stanford lunedì, ci ho messo sei giorni per adattarmi completamente e dar vita a una prestazione di alto livello. Al ritorno, l’emozione per quella gara non mi ha fatto recuperare il jet-lag: non ho dormito per tre notti. Mi svegliavo a casa nel mio letto e non mi capacitavo di essere riuscita a fare quel punteggio. Quando ho preso l’aereo di ritorno da Stanford mi chiedevo proprio come sarei stata accolta: i miei concittadini mi hanno festeggiata, abbracciata, ho scattato mille foto con loro. E’ stato uno splendido bagno di folla: ogni volta che torno a Barletta sento il calore di questa città, è davvero meraviglioso». Costanza, chilometri e continuità, questa la ricetta: «Mi alleno tra le strade della mia Barletta, la pista di Bisceglie, il centro sportivo dell’Esercito a Roma e i raduni federali. Lavoro due ore al mattino e due al pomeriggio, ma percorro circa 25 chilometri al giorno. Praticamente, corro più della mia macchina (ride, ndr)».

UN ANNO ALLE SPALLE– Prima di un 2016 già da incorniciare, c’è stato un anno non semplice alle spalle. Infortuni e problemini fisici avevano minato la stagione di Veronica: «Il 25 aprile 2015 prendevo l’aereo per tornare in Italia dagli Usa dopo un infortunio in un raduno federale: ogni volta che cominciavo a correre, mi sono fatta male. Era il terzo infortunio e mi sono accorta che non ero gestita dal mio ex allenatore come dovevo. Da settembre ho optato per il cambio di allenatore e se mi si chiede da quando ho iniziato a praticare realmente l’atletica su scala internazionale, rispondo settembre 2015. Mi seguono il dt della nazionale italiana, il collaboratore Piero Incalza e il capo-dipartimento del mio gruppo sportivo militare, Fabio Martelli: sono seguita al 100% e tutta la mia stagione è ben programmata. Questo per un’atleta è fondamentale. Ora vivo meglio la disciplina».

INGLESE & SOCIAL– Da poco è attiva una sua pagina Facebook, dove il calore dei tifosi, barlettani e non, si moltiplica, mentre su Twitter (@veroing22) è una veterana: «E’ vero, ho Facebook da poco: prima ero scettica, ora sto capendo quanto sia importante anche il rapporto social con i tifosi. E’ quello che ti fa davvero dare il massimo: immaginate una partita di calcio a porte chiuse, non è bella da vivere. Invece, avere tanta gente che ti segue da ogni angolo del mondo ti fa sentire estremamente vicina alle tue radici».

ROAD TO RIO– «Sto ancora realizzando cosa farò ad agosto» dice con un sorriso genuino. L’occhio è sul futuro imminente: «Ora guardo a una gara che disputerò a Manchester tra due settimane. Sarà una sfida su strada sui 10 chilometri, dove affronterò le mie maggiori avversarie su scala europea, e a luglio ci saranno i campionati europei. Ora mi preparerò per un po’ a Barletta e avrò lo sguardo fisso sugli Europei. Dopo gli Europei, potremo pensare a Rio». Lo sguardo al passato è d’obbligo per fissare l’avvenire: gli chiedono della Top 3 della sua carriera e la Inglese non ha dubbi. «Al primo posto il titolo italiano Cadetti: ero molto più giovane e non ho mai riprovato quella emozione. A seguire il secondo posto nei Campionati Europei Junior sui 5000 metri in pista, nonché unica maglia azzurra vestita in pista. Al terzo posto ci metto la vittoria negli Europei di Cross”. In attesa di aggiornamenti. “Vi ringrazio per il calore che mi mostrate sempre: spero di farvi sognare e darvi le soddisfazioni che meritate, null’altro».

Bellino Mini Wide

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