Barletta 1922, il pagellone 2015-2016: i numeri dell’attacco Sguera sorprende, Moscelli si macchia al fotofinish. Ladogana gran rimpianto

Barletta 1922, il pagellone 2015-2016: i numeri dell’attacco <small class="subtitle">Sguera sorprende, Moscelli si macchia al fotofinish. Ladogana gran rimpianto</small>

Tempo di bilanci in casa Barletta 1922, a pochi giorni dalla finale playoff persa con l’Altamura. L’analisi dettagliata reparto per reparto, cominciata con difesa e centrocampo, arriva a conclusione con le pagelle del pacchetto più discusso della stagione. Nell’arco di nove mesi, gli attaccanti biancorossi si sono divisi tra le prevedibili conferme e le piacevoli sorprese, ma anche tra i flop inattesi e gli inspiegabili comportamenti che hanno condizionato una stagione tutto sommato positiva. Senza dimenticare i rimpianti di ciò che sarebbe potuto essere, in caso di scelte diverse in ottica mercato.

Fabio Moscelli, protagonista in negativo nel momento più importante dell'anno.

Fabio Moscelli, protagonista in negativo nel momento più importante dell’anno.

Fabio Moscelli, voto 6: sarebbe potuto essere più alto, se la stagione si fosse conclusa prima di Pasqua. La sua valutazione è una media tra un 8, che comincia a ridosso del match di Gravina e si conclude con il rigore realizzato contro l’Altamura in regular season, e un 4, che racchiude il suo periodo buio da Faggiano alla finale playoff, condito da due espulsioni, entrambe senza il supporto del pubblico (col Bitonto gli ultras rimasero fuori dal San Sabino, al D’Angelo trasferta vietata). A sua difesa, c’è da specificare la difficoltà nel giocare ogni partita da bersaglio numero uno di contrasti e fischi avversari, ma a 40 anni la sua esperienza deve dare un esito differente alle sue prestazioni e all’intera stagione.

Betland mini wide
Giuseppe Sguera, la sorpresa dell'anno.

Giuseppe Sguera, la sorpresa dell’anno.

Giuseppe Sguera, voto 7: altra media tra due fasi della stagione. Simbolo della rinascita biancorossa e terminale offensivo nel girone d’andata, gregario a supporto dei più esperti in quello di ritorno. Al netto dell’intero campionato tra regular season e fase playoff, rientra sicuramente tra le sorprese, considerando le contrapposizioni sulla sua firma ad inizio anno. L’attaccante barlettano diventa subito un beniamino della piazza, grazie alle sue doti da lottatore per tutto l’arco di ogni partita. Anche dopo aver esaurito la sfuriata iniziale di gol realizzati, è questa la chiave che gli consente di ottenere il 7 in pagella.

Leandro Rizzo, voto 5,5: le sue giocate assumono lo stesso peso specifico di quelle di Sguera, per quanto riguarda la prima fase del campionato. Da dicembre in poi, invece, nel momento di maggiore dispendio energetico di tutta la squadra, l’esterno salentino sparisce dai radar: una progressiva esclusione dall’undici titolare, eccezion fatta per i casi di necessità o turnover, gli spezzano un fiato già in calando, raccogliendo meno di quanto avrebbe potuto ottenere se fosse rimasto costante. Il suo campionato, probabilmente, svolta in negativo con quel miracolo di Cilumbriello a Gravina. Con il 2-1 in fondo al sacco, anche il Barletta avrebbe potuto seguire un’altra strada.

Pepè Lacarra, il grande flop biancorosso.

Pepè Lacarra, il grande flop biancorosso.

Giuseppe Lacarra, voto 4,5: il voto peggiore del gruppo va all’attaccante barese, sia per le prestazioni in campo sia per le aspettative riposte in lui a dicembre. Il fisico statuario si trasforma in un limite, fatica a trovare la via della rete e marca il cartellino solo con una sassata da fuori a Grottaglie: eurogol, certo, ma non esattamente una specialità del repertorio, che avrebbe dovuto far leva sui gol a grappoli in piena area di rigore. La scazzottata di Faggiano gli costa la fine anticipata del campionato, ma soprattutto un ulteriore calo nella sua valutazione complessiva.

Sebastian Vicentin, voto 5,5: discorso simile a quello del suo collega succitato, senza l’aggravante finale e con qualche gol in più. Inspiegabile la stagione dell’argentino, sempre in rampa di lancio grazie ad un ottimo lavoro in allenamento, ma mai incisivo nelle domeniche che contano. La sua generosità e il lavoro sporco sono un dato di fatto, ma non era la mansione richiesta ad inizio avventura. Spesso assente dall’area avversaria, non bastano le sportellate e i gol contro Castellaneta, Vieste o Leverano per raggiungere la sufficienza.

Roberto D'Ambrosio, involuzione progressiva.

Roberto D’Ambrosio, involuzione progressiva.

Roberto D’Ambrosio, voto 5: bocciatura dolorosa per l’esterno andriese, al quale viene affidata l’etichetta di under che deve spaccare gli equilibri del reparto. Una buona partenza per il giovane attaccante, che si mette in mostra anche propiziando il vantaggio contro il Gravina alla sesta giornata, poi pochi altri spunti in una stagione che lo vede finire in panchina anche per il cambio di politica sui giovani, con Diouf che prende il suo posto nei tre da schierare obbligatoriamente. Sulla sua annata, purtroppo, pesano anche le due colossali occasioni non sfruttate ad Altamura nella finale playoff. Probabilmente adatto per un obiettivo di partenza come la salvezza, ma ancora acerbo per il salto di qualità.

Vincenzo Gadaleta, voto 6: pochissime apparizioni per il centravanti, poi ceduto a stagione in corso per far posto ai nuovi arrivati. Nonostante lo spazio risicato in campo, riesce a timbrare il cartellino nel derby contro il Trani e si dimostra anche difficile da marcare. I fondamentali non mancano e si vedono per tutto l’arco della sua breve permanenza, ma sarebbe valso lo stesso discorso di D’Ambrosio in caso di permanenza: un elemento interessante per la salvezza, ma nulla di più.

Nicola Difrancesco, voto 6: altra valutazione di stima per un giocatore che, utilizzato spesso come subentrante, è riuscito a dare un contributo concreto alla causa, realizzando anche la rete che chiude la pratica a Castellaneta. In ottica salvezza si conferma una pedina valida e, senza dubbio, sarebbe rimasto in biancorosso se l’obiettivo non fosse cambiato, ma la voglia di raggiungere i piani alti della classifica l’hanno costretto a cercare spazio altrove, evitando per primo una chiusura da parte dei nuovi.

Vincenzo Ladogana, solo metà stagione in biancorosso.

Vincenzo Ladogana, solo metà stagione in biancorosso.

Vincenzo Ladogana, voto 7: nonostante la breve esperienza in biancorosso, due fattori determinanti gli permettono di raggiungere una valutazione così alta. La prima, ovviamente, è quella dell’efficacia sotto porta, la seconda è la differenza emersa con i suoi sostituti. Quasi in doppia cifra con la maglia del Barletta, con la convinzione non troppo nascosta che i biancorossi avrebbero potuto conquistare qualche punto in più se fosse rimasto per qualche altro mese. Le sirene, e soprattutto le casse del Gravina, l’hanno portato verso altri lidi, non senza una punta di delusione.

PROMO mini

Contattaci su Whatsapp!


whatsappbutton+ 39 392 5981658


Bellino Top Boss Articolo e Categorie

Resta sempre aggiornato sulla tua squadra del cuore

Inserisci Nome e Cognome

Inserisci la tua E-mail

 

 

PROMO mini
Brainwave Skyscraper
Zingrillo mini wide
Ipanema Mini Wide

Le Ultime

Le Gallery Biancorosse

Brezza Marina Articolo