Barletta 1922, l’onore delle armi Il rosso a Moscelli acuisce l'amarezza, ai biancorossi va il ringraziamento di una città

Barletta 1922, l’onore delle armi <small class="subtitle">Il rosso a Moscelli acuisce l'amarezza, ai biancorossi va il ringraziamento di una città</small>

Con la delusione ancora visibile negli occhi di chi ha vissuto questa stagione e in quelli di chi ha accompagnato questa squadra, soffermarsi sulla tattica e sull’analisi della partita rischia di sminuire tutto quello che il Barletta ha dovuto affrontare per arrivare fino alla finale playoff. Il pass per la fase nazionale finisce nelle mani dell’Altamura, che vince 2-0 un match tirato, su un campo pesante, ma comunque senza condizioni ambientali avverse.

Fabio Moscelli, protagonista in negativo nel momento più importante dell'anno.

Fabio Moscelli, protagonista in negativo nel momento più importante dell’anno.

I TRE EPISODI – Dovere di cronaca, però, impone quantomeno una rapida analisi su ciò che è successo ieri al D’Angelo. I biancorossi reggono finchè possono in uno stadio senza tifoseria ospite, con gli estenuanti novanta minuti di Casarano in più nelle gambe, contro la squadra che, non ce ne voglia il Gravina, ha espresso il miglior calcio del campionato di Eccellenza. Eppure, tre episodi pesano in maniera imperdonabile su una domenica che avrebbe potuto raccontare un esito diverso: le due occasioni migliori capitano sulla testa e sul destro di un D’Ambrosio volenteroso, ma catapultato nello scacchiere titolare per far posto a Dicandia tra i pali, dopo tre quarti di stagione fuori dagli schemi di Pizzulli. Ma soprattutto, con tutta la rabbia giustificata che non ha perso tempo a correre sui social, la gomitata di Moscelli: un gesto sconsiderato sia in quanto tale, sia perchè chiude la partita, quando il punteggio era fermo sull’1-0 e sarebbe bastato un gol per prolungare la contesa ai supplementari. I cambi in tutta fretta non bastano a bilanciare l’inferiorità numerica, che porta in pochi minuti al raddoppio di Del Core. Ha vinto la squadra più lucida, ma anche quella che ha saputo sfruttare al meglio l’avvicinamento alla partita.

2-0, Loiodice realizza la fine della stagione.

2-0, Loiodice realizza la fine della stagione.

IL NEO – E la cocente delusione passa proprio dalla settimana che ha portato al match, con tutte le polemiche sulla trasferta vietata. Emerge alla lunga l’unico rimpianto di una stagione che rimarrà negli annali, l’unica partita sbagliata al cospetto di un anno da incorniciare per orgoglio e dedizione: quella maledetta trasferta di Faggiano, che ha fatto precipitare il Barletta dal secondo al quarto posto, togliendo a Zingrillo e compagni la possibilità di disputare i playoff in casa. Senza quell’attimo di sonnolenza a ridosso dell’intervallo, avremmo assistito ad un’altra storia, con una tifoseria in grado di fare la differenza e un clima che, in uno spareggio per la promozione in Serie D, avrebbe permesso di vivere diversamente una giornata sempre sul filo del rasoio.

I RINGRAZIAMENTI – Tuttavia, al netto delle difficoltà iniziali e delle ambizioni di partenza, la delusione lascia progressivamente spazio ai ringraziamenti nei confronti del gruppo e dello staff, che hanno dato il massimo anche quando ormai, di fiato e gambe, c’era solo una piccola parte di quanto mostrato tra dicembre e marzo. Il massiccio abbraccio al Manzi-Chiapulin, al rientro del pullman da Altamura, testimonia il saldo legame che si è creato tra una squadra che ha lasciato il D’Angelo in lacrime ed una piazza, in tutte le sue componenti, che non l’ha mai lasciata alla deriva, nonostante le numerose occasioni in cui il fortino sarebbe potuto crollare. Alla Barletta calcistica va l’onore delle armi, dopo una sconfitta durissima da digerire.

IL FUTURO – La domanda più frequente (e legittima) che risuona dal pomeriggio di ieri è: e ora? Prima di abbozzare qualsiasi tipo di previsione sul campionato e sulla categoria che verrà, c’è da chiarire tutta una serie di quesiti che, fino a questo momento, sono rimasti dietro le quinte per ovvi motivi di classifica e risultati. Il Barletta 1922 ha bisogno di una struttura ben gerarchizzata in tutte le sue mansioni, con tutti i ruoli ben definiti alla luce del sole. Ha bisogno di conoscere le sorti dei tanti protagonisti di questa stagione, ma per questo ci sarà tempo. Ha bisogno dello stadio Puttilli, senza il quale sarebbe pura utopia parlare delle succitate componenti. Il ferro è rovente e va battuto finchè ce ne sarà possibilità, evitando che fattori non graditi ci soffino su per raffreddarlo.