Barletta 1922, non guardarti indietro Tra Manzi-Chiapulin, domanda di ripescaggio e programmazione tecnica: biancorossi già al lavoro

Barletta 1922, non guardarti indietro <small class="subtitle">Tra Manzi-Chiapulin, domanda di ripescaggio e programmazione tecnica: biancorossi già al lavoro</small>

Pensare all’immobilismo di un anno fa, quando non si riusciva nemmeno a vivere alla giornata, riapre una ferita che non si cicatrizzerà ancora per molto tempo. In compenso, seppur con due categorie di differenza, adesso c’è gran fermento in casa Barletta 1922, con una stagione appena conclusa e tanta voglia di ricominciare ad assaporare il calcio giocato, sia per la voglia di tornare nelle categorie appropriate, sia per una rivalsa nei confronti di quella finale playoff persa ad Altamura. La dirigenza biancorossa, sotto questo punto di vista, non ha perso tempo e si è immediatamente prodigata per porre i primi paletti in vista della prossima stagione.

Società e Comune, insieme per il "Manzi-Chiapulin"

Società e Comune, insieme per il “Manzi-Chiapulin”

Manzi-Chiapulin, una toppa necessaria – Ci sono decine di detti popolari adatti a questa vicenda: dal dilemma dell’uovo e della gallina al “chi si accontenta gode”, ma la necessità di riportare il calcio in città era ed è più forte di qualsiasi braccio di ferro con l’amministrazione comunale. Il Barletta non avrà il Puttilli nemmeno per l’inizio del prossimo campionato, ma sul Manzi-Chiapulin ci sono garanzie che fanno ben sperare lo staff dirigenziale. Nel comunicato di venerdì mattina, nel quale si spiegava la presa di posizione congiunta di società e Comune, la piazza barlettana ha visto il tipico bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. L’ago della bilancia, seppur in maniera flebile per l’ennesima delusione su via Vittorio Veneto, pende dalla parte dell’ottimismo, soprattutto perchè l’impianto di via dei Mandorli permetterà di presentare domanda di ripescaggio in Serie D. Ovviamente, la strenua battaglia per tornare a casa non può fermarsi con il contentino di una struttura che conterrà poco oltre il migliaio di persone: in questo momento, però, il fine giustifica i mezzi. A Di Paola e Pollidori va dato il merito di aver ottimizzato le risorse a disposizione sul fronte impiantistica, portando Cascella a rimboccarsi le maniche in vista della stagione 2016/2017. Con l’auspicio che agli accordi pattuiti segua un riscontro concreto.

Di Paola, con Pollidori, già al lavoro per la prossima stagione.

Di Paola, con Pollidori, già al lavoro per la prossima stagione.

Da dove ripartire – Posto il fattore-stadio e le speranze di un salto di categoria d’ufficio, il Barletta riprende anche a parlare di calcio giocato. Nella riunione dirigenziale di venerdì sera, dopo il patto stretto con la politica cittadina, è stato affrontato anche il discorso tecnico: il campionato dei biancorossi, dati e obiettivi alla mano, è andato oltre ogni più rosea aspettativa, ragion per cui sarà naturale ricevere richieste da parte di altri club. A tal proposito, la società si prodigherà a breve per discutere la riconferma degli elementi più rappresentativi, anche con uno sguardo ad un eventuale approdo in Serie D, in modo da ripartire da un gruppo solido e affiatato sia dentro che fuori dal campo. Accanto ai rinnovi, inoltre, c’è già l’ipotesi di un nuovo direttore sportivo, con esperienze nella categoria superiore, in modo da stabilizzare e definire in modo chiaro un organigramma che nella stagione appena conclusa, per forza di cose, non è stato particolarmente dettagliato. Per ritrovare la propria dimensione naturale, il Barletta deve passare anche da una solidità esterna al terreno di gioco, in modo da infondere sicurezza sia nella tifoseria che in giocatori e staff.

Un sorriso velato – Raramente la programmazione di un’annata è partita con così largo anticipo, forse mai, eccezion fatta per l’estate 2011, quando i primi giorni di giugno lasciavano già intravedere un lavoro embrionale dell’era Tatò. Tralasciando inutili ed inopportuni paragoni, la voglia di fare della società biancorossa è sicuramente un fattore che potrà incidere nel pre-campionato: la Barletta calcistica sta tornando a guardare con occhi positivi il lavoro del club, dopo anni di sofferenze, incertezze e scotti da pagare. A prescindere dall’esito della domanda di ripescaggio, un barlume di entusiasmo si è percepito già durante la fase playoff: costanza, efficacia e sincerità sono i catalizzatori di una passione che prova a rianimare definitivamente il tifo barlettano, dopo gli sprazzi di questa stagione. La fiammella va mantenuta accesa, i prossimi tre mesi diventano fondamentali per ripartire ancor più convinti dei propri mezzi.

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