Hellas Taranto-Barletta 2-1, le pagelle Si salvano solo in tre. Moscelli annullato, Lacarra cade nella trappola avversaria

Hellas Taranto-Barletta 2-1, le pagelle <small class="subtitle">Si salvano solo in tre. Moscelli annullato, Lacarra cade nella trappola avversaria</small>

In una domenica da dimenticare, i numeri del giorno dopo lasciano ancor di più l’amaro in bocca. In casa dell’Hellas Taranto, un Barletta opaco e nervoso lascia non solo l’intera posta in palio, ma anche secondo e terzo posto, adesso rispettivamente occupati da Altamura e Casarano. Il 2-1 di Faggiano fa male alla classifica, ma anche all’immagine: Lacarra esplode in una reazione violenta e rappresenta, seppur in maniera indecorosa, la truppa biancorossa che sbotta per un’accoglienza decisamente ostile. Le pagelle negative sono la naturale conseguenza di quanto accaduto nell’impianto tarantino, con la consapevolezza di non essere stati tutelati a dovere.

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Dopo 15 risultati utili consecutivi, arriva la beffa: il Barletta 1922 lascia i tre punti all’Hellas Taranto e scivola in quarta posizione.

Pubblicato da BarlettaSport.it su Domenica 3 aprile 2016

Diouf, voto 5,5: preso in controtempo da Rizzi in occasione del pareggio, non può nulla nemmeno sul raddoppio dei padroni di casa. Un buon intervento, ma soprattutto le uscite ancora da smussare rendono la sua prestazione appena al di sotto della sufficienza.

Dipinto, voto 5,5: il rientro del terzino destro non coincide con una prestazione positiva. Perde un pallone sanguinoso e fa partire un contropiede, poi spende un giallo per rimediare all’errore. In una partita dal grande nervosismo, viene a mancare quel pizzico di cattiveria e determinazione che si è visto nelle scorse giornate.

Monopoli, voto 6: l’assenza di Montrone non si ripercuote sulla performance del centrale difensivo, che regge con più lucidità rispetto ai compagni e porta a casa una delle tre sufficienze di giornata. Pulito nei contrasti e nell’uscire palla al piede, paga i due gol con tutta la retroguardia.

Rizzi, voto 5,5: partita senza grossi affanni, ma ha la sua parte di colpa sul pareggio dei tarantini, complice lo spazio lasciato a Camassa in occasione della sponda per Collocola. Si fa sentire in occasione dei contrasti aerei, ma non basta per evitare il peggio.

De Carlo, botta allo zigomo.

De Carlo, botta allo zigomo.

De Carlo, voto 5: insufficienza per il laterale sinistro, colpevole in occasione dell’1-1. Marcatura blanda e leggera deviazione sul colpo di testa decisivo. Incassa anche un colpo allo zigomo: come per Dipinto, è necessario che ritrovi maggiore personalità in vista dei playoff.

Cantatore, voto 6: si sbraccia e si batte come può, ma l’assenza di Zingrillo gli consegna automaticamente un ruolo troppo pesante per un uomo solo. Dirige il centrocampo, si abbassa a prender palla e cerca di caricare i compagni: predica nel deserto, spicca per il buon rapporto tra impegno e risultati ottenuti sul terreno di gioco.

Fabiano, voto 5,5: non ha le stesse caratteristiche di Zingrillo e si vede. Cerca di fare da collante tra i reparti, ma finisce per intestardirsi palla al piede e viene richiamato anche dal suo compagno di reparto. Si spegne alla distanza e sparisce dalla contesa.

Loiodice, voto 6: nel posto giusto al momento giusto, ha la freddezza necessaria per portare il Barletta in vantaggio. Il tocco sempre intelligente è l’unica arma a disposizione della squadra: la marcatura asfissiante, però, finisce ben presto per limitarne il raggio d’azione.

Fabio Moscelli, continuamente nel mirino degli avversari.

Fabio Moscelli, continuamente nel mirino degli avversari.

Moscelli, voto 5: il sistema è semplice: triplicarlo sullo stop, fargli assaggiare il contrasto ed irretirlo ad ogni occasione utile. Il punto di riferimento dell’attacco finisce nella morsa dell’Hellas Taranto, spesso oltre i limiti del regolamento, ma anche oltre quelli della decenza verbale.

Sguera, voto 5: stavolta non basta il solito impegno. L’attacco abulico permette alla difesa tarantina di leggere al meglio i movimenti, soprattutto quelli del barlettano, braccato a distanza ravvicinata e neutralizzato su ogni pallone.

Lacarra, rosso e botte con la panchina tarantina.

Lacarra, rosso e botte con la panchina tarantina.

Lacarra, voto 4,5: prestazione identica a quella dei suoi compagni, alternando sprazzi di tecnica e giocate macchinose che non incidono sul match. L’espulsione e la reazione contro la panchina avversaria, però, ne penalizzano l’immagine. Tuttavia, rimane altamente improbabile descriverlo come un raptus immotivato, considerando le provocazioni avversarie.

Rizzo, voto 5: l’ingresso al posto di Fabiano dovrebbe servire a velocizzare il transito del pallone e le azioni uno contro uno, ma l’esterno salentino non schioda la situazione di stallo architettata dagli avversari. Poco tempo a disposizione e clima rovente lo penalizzano.

Vicentin, voto 5: entra per Sguera e fa da totem insieme a Lacarra, prima dell’espulsione del barese. Lasciato in balia dei difensori di casa, cerca la sponda per i compagni e non riesce ad indirizzare il pallone verso la porta. Senza un centimetro libero, per l’argentino si fa dura.

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