Barletta 1922, quando il calcio è contorno Clima ostile in campo e negli spogliatoi, a Faggiano succede di tutto

Barletta 1922, quando il calcio è contorno <small class="subtitle">Clima ostile in campo e negli spogliatoi, a Faggiano succede di tutto</small>

L’esperienza insegna che a fine stagione, con gli obiettivi ancora da definire, ogni partita può diventare l’occasione in cui rendere lecito qualsiasi tipo di astuzia. Finchè si rimane in puro ambito calcistico, i mezzi utilizzati possono definirsi accettabili. Il contesto che ha caratterizzato Hellas Taranto-Barletta, però, di calcistico ha avuto ben poco: dai calciatori ai dirigenti, passando anche per gli addetti ai lavori, tutta la rappresentanza ospite ha potuto riscontrare una spiccata ostilità durante il match di Faggiano, tanto da mettere in secondo piano una sconfitta comunque meritata sul campo.

Il calcio giocato – Il riassunto della partita è racchiuso interamente negli ultimi minuti del primo tempo. Loiodice segna e il Barletta, in automatico, entra negli spogliatoi lasciando all’Hellas l’occasione per il pareggio, che puntualmente ribalta l’inerzia psicologica del match. Ciò che accade nell’intervallo acuisce il timore dei biancorossi, che incassano il gol dopo un fallo di reazione e non riescono a recuperare lo svantaggio dopo un forcing confusionario.

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Le parole di Pizzulli, squalificato, dopo la sconfitta e la bagarre di Faggiano.#BarlettaSport

Pubblicato da BarlettaSport.it su Domenica 3 aprile 2016

Il fattaccio – Parlando della squadra di Pizzulli, non si può certo dire che si tiri indietro nei momenti più duri dell’incontro. Il clima avverso che contraddistingue quello di Faggiano, in realtà, va ben oltre lo spirito agonistico mostrato dal Barletta nel 90% dei casi stagionali. Nonostante il provvedimento del Prefetto circa l’assenza di pubblico, un centinaio di tifosi locali presenti cominciano a fomentare i propri giocatori. A farne le spese sono inizialmente Moscelli e De Carlo: il fantasista barese, più volte vittima di contrasti durissimi, incassa anche le offese personali e le minacce degli avversari, mentre il terzino destro viene colpito con un pugno sullo zigomo. Poi l’intervallo: parapiglia negli spogliatoi, con le forze dell’ordine giunte in numero esiguo e ben lontane dal placare gli animi. Anche Rizzo, prima del suo ingresso in campo, è protagonista di un faccia a faccia con un pubblico ufficiale. E il riferimento del giocatore è da brividi: alle minacce dell’intervallo si sarebbe aggiunta la presenza di “un coltello”, circostanza che sarebbe stata riferita “da alcuni calciatori”, come spiegato dal direttore generale biancorosso Alessandro Ferrigni ai microfoni della trasmissione televisiva Eccellenza di Puglia, in onda su TeleSveva. Diventa chiaro, a questo punto, che il gesto increscioso di Lacarra nasconde motivazioni ben diverse da quelle di un semplice raptus. L’aggressione ai danni di Chirico, per quanto scellerata e sicuramente causa di pesanti sanzioni, si riconduce al raggiungimento del limite di sopportazione, dopo un’intera partita trascorsa con la propria incolumità a fortissimo rischio. E mentre i padroni di casa legittimano il vantaggio, le ingiurie proseguono fin dopo il triplice fischio, con Montrone e Pizzulli a far valere le proprie ragioni a match terminato. Il tutto, mentre il vulcanico presidente tarantino Gianni Occhinegro si qualifica come “custode del campo” davanti a Carabinieri e security. A coronare la domenica di ordinaria follia all’Hellas Arena, arriva anche l’ostracismo dell’Hellas Taranto nei confronti della stampa barlettana, regolarmente autorizzata a svolgere il proprio lavoro, ma immediatamente messa sull’attenti con un atteggiamento ben distante dall’ospitalità che contraddistingue le altre società finora incontrate.

Le conseguenze – La dirigenza ionica, nel frattempo, ha già messo in atto un processo mediatico nei confronti di Lacarra, evitando di puntare l’attenzione su tutto ciò che ha preceduto la reazione dell’attaccante del Barletta. È più che lecito, a questo punto, attendersi una pronta risposta da parte della società biancorossa, con l’auspicio di riportare alla luce quanto avvenuto negli spogliatoi di Faggiano. La stampa cittadina, dal canto suo, supporta il calcio giocato, la professionalità della categoria e tutti gli altri valori che sono venuti a mancare ieri pomeriggio e che, indipendentemente dagli incoraggiamenti emersi sui social network e non solo, avrebbe ugualmente provveduto a rimarcare, anche sotto forma di denuncia mediatica. Sperando di poter dimenticare al più presto l’accaduto e mantenendo la stessa voglia delle giornate precedenti: il Barletta, nonostante il quarto posto attuale, è ancora in piena corsa per un posto in Serie D e ha il diritto di partecipare alla contesa nella maniera più pulita, legale e serena possibile.

L’assurda domenica di Faggiano negli scatti della nostra redazione. Oltre ottanta foto del match di oggi pomeriggio.#BarlettaSport

Pubblicato da BarlettaSport.it su Domenica 3 aprile 2016

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