Barletta 1922, il mestiere del brivido Scarso cinismo, ma la difesa regge. E Dicandia serve come il pane

Barletta 1922, il mestiere del brivido <small class="subtitle">Scarso cinismo, ma la difesa regge. E Dicandia serve come il pane</small>

Il segreto delle squadre di vertice, contrariamente a quanto si possa pensare, non è quello di saper vincere solo di gran carriera. La forma può essere messa da parte, ma è la sostanza a non dover mancare mai. Il Barletta, con tutte le difficoltà iniziali, l’ha capito giusto in tempo per battere il Mesagne e mettere nel sacco altri tre punti preziosi in chiave playoff, complice lo stop interno del Vieste. Adesso è quarto posto, con il mirino puntato al podio.

La gioia di Saverio Dicandia a fine partita.

La gioia di Saverio Dicandia a fine partita.

Vittoria con le spalle al muro – Con le squalifiche da considerare ed un rimpasto di formazione obbligato, Pizzulli trova la consacrazione di Nicola Loiodice e il decisivo ritorno di Saverio Dicandia. Tra scelte forzate e nuovi dettami tattici, il tecnico festeggia l’ottavo risultato utile consecutivo: l’esterno barese è tra i numerosi uomini d’attacco che, non comprendendo Lacarra e Vicentin dall’inizio, non danno punti di riferimento alla difesa salentina. Il gol arriva proprio da una superiorità numerica sul settore destro, maturata grazie all’esplosività iniziale dei biancorossi. Per il portiere barlettano, invece, è il secondo rigore parato in stagione, dopo quello di Mola. In due vittorie di misura, il suo contributo vale quanto i gol dei suoi compagni: aspettando il termine della squalifica di Diouf, ci sarà un’altra settimana in cui valutare i benefici di avere un portiere senior come titolare.

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Saverio Dicandia EEEE OOO!!!La bella parata salva-risultato del portierone biancorosso.#barlettasport #barlettacalcio #eccellenzapugliese

Pubblicato da BarlettaSport.it su Domenica 7 febbraio 2016

Ritrovare la migliore lucidità – Tuttavia, il successo striminzito contro una squadra in zona playout può alimentare qualche preoccupazione, soprattutto in vista del finale di stagione. Il Barletta ha speso tantissimo a Gravina ed è probabilmente questo, il motivo a cui si riconduce la prestazione di ieri: una squadra momentaneamente in debito d’ossigeno, che però non può permettersi flessioni nei risultati. Per fortuna, anche stavolta lo scarso cinismo offensivo non ha influito sul bottino conquistato, ma il gol annullato sull’asse Fabiano-Sguera lascia intendere una lucidità in calo. La base da cui ripartire, più che la connotazione tattica vincente in attacco, deve essere la voglia di ritrovare lo smalto dei tempi migliori, in modo da evitare spiacevoli sorprese al novantesimo. Dicandia c’è, Diouf tornerà tra due domeniche, ma non ci si può cullare sul deus ex machina tra i pali.

Adesso la trasferta di Grottaglie, che per l’estremo biancorosso ha un sapore particolare. La mente ritorna ai rigori della semifinale playoff 2007, ma c’è da pensare al presente. E il presente dice che, vincendo al D’Amuri, si arriverà nel migliore dei modi al big-match del San Sabino contro il Casarano. Qualsiasi dritta è inutile: a questo punto del campionato, il Barletta sa cosa deve fare.

Solo un assaggio, qui la gallery completa: http://bit.ly/1nWo6wc

Pubblicato da BarlettaSport.it su Domenica 7 febbraio 2016

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