Barletta 1922, la giusta misura Il “San Sabino” resta un fortino, settimana decisiva: a Gravina per riaprire il campionato

Barletta 1922, la giusta misura <small class="subtitle">Il “San Sabino” resta un fortino, settimana decisiva: a Gravina per riaprire il campionato</small>

Se non puoi chiudere le partite, portale a casa. E’ questa la ricetta scelta dal Barletta 1922 formato casalingo: la vittoria di misura conquistata ieri sull’Otranto, la numero 7 su 11 tentativi stagionali al “San Sabino”, conferma due tendenze della formazione di mister Massimo Pizzulli. Quasi implacabile sul terreno “di casa” (almeno fino a che non si tornerà a giocare a Barletta) da un lato, con un’imbattibilità scalfita solo dal ko a tavolino contro il Gravina di un girone fa, raramente capace di archiviare il risultato con la giusta freddezza: come se il brivido finale debba rappresentare la simbolica tassa da pagare prima di poter assaporare il dolce sapore della vittoria. In dote restano la terza vittoria interna consecutiva senza reti al passivo e il sesto risultato utile consecutivo, migliore striscia di stagione.

Barletta-Otranto 1-0

Barletta-Otranto 1-0

I punti in classifica sono 40, ma sul campo sarebbero 41: la media dice 1,86 a partita, numeri importanti per una squadra allestita in fretta e furia in estate e consolidata a cammino in corso. Statistiche che raccontano anche di un Barletta meno dipendente dalla buona vena dei propri attaccanti: se nella prima parte di stagione era toccato a Ladogana (8 reti) e Sguera (6) tirare la carretta, ora anche i centrocampisti e i difensori stanno dicendo la loro. La marcatura di Fabiano ieri dopo il gol apriscatole contro il Molfetta, il centro di Dipinto a Bisceglie e le due reti di Rizzi in campionato lo attestano: d’altro canto, sarebbe lecito chiedere al reparto offensivo, composto di bocche da fuoco che hanno pochi eguali nella categoria, maggiore cattiveria. Nel solo primo tempo di ieri abbiamo annotato 10 conclusioni verso lo specchio di Caroppo: il palo ha detto “no” a Moscelli, ma Vicentin, lo stesso numero 10 e Loiodice hanno peccato di freddezza in un’occasione a testa.

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Inutile negarlo, domenica a Gravina (possibile posticipo alle 15.30) il Barletta 1922 si gioca una bella fetta di stagione e orizzonti. La capolista è a otto punti, ma sarebbero 5 senza quella sfortunata svista costata il ko a tavolino dopo l’1-1 sul campo nel match di andata: “Senza quell’episodio il campionato sarebbe davvero aperto” ha ammesso ieri lo stesso Pizzulli a fine partita. E per quanto è vero che chi visse sperando morì disperato, tentar l’impresa non nuoce: i padroni di casa arriveranno all’incontro a tre giorni dalla finale di Coppa contro l’Hellas Taranto e dopo lo 0-1 incassato ieri a Casarano, formazione che con l’Altamura (entrambe attese al “San Sabino” nel girone di ritorno) precede di una lunghezza Vicentin e compagni. Servirà una gran prova, ma la crescita e la giusta misura tra rendimento interno ed esterno passa anche da queste Colonne d’Ercole: il tifo è già in fermento, con biglietti per il pullman in vendita a 9.50 euro a partire dalle 18 di questo pomeriggio. Barletta ha voglia di tornare ad assaporare il calcio che conta. 

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