Colpo di Tabacco, #4: nuovo Barletta, che gran biglietto da visita! "Spingiamo tutti insieme il veliero biancorosso verso orizzonti ambiziosi"

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Una specie di ciclone. E’ quello che è passato negli ultimi dieci giorni nell’ambiente biancorosso e che ha ridisegnato scenari societari e tecnici e, perchè no, ha rimesso in moto ambizione e passione di tifosi che solo sei mesi fa erano fortemente delusi. Una società che ha cambiato due volte connotati nel giro di una settimana e che oggi può vantare il simpatico record di aver ben tre presidenti. Diciamolo subito e giusto per non cadere in una banale ipocrisia. L’avvento sulla poltrona dell’avv. Michele Di Paola non è altro il preludio dell’arrivo nei primi mesi del nuovo anno di Francesco Fiore. L’imprenditore andriese, che era riuscito a portare l’Andria, nel breve volgere di due stagioni,  dall’inferno dei dilettanti alla Lega Pro, appena avrà risolto alcune questioni personali, diventerà a tutti gli effetti il vero proprietario del Barletta. Certo, il biglietto da visita della nuova proprietà è di quelli che ti fanno sobbalzare dalla sedia. Tutto di un botto sono arrivati calciatori che in questo campionato possono fare la differenza e che possono tentare la “remuntada” al Gravina o nel caso peggiore prenotare un posto nella prossima griglia play-off. Ma l’arrivo di altri giocatori se da un lato ha irrobustito l’organico di Pizzulli, dall’altro ha lasciato un senso di imbarazzo nei confronti di quei ragazzi. e mi riferisco ai giocatori, che finora, tra mille difficoltà, avevano raggiunto traguardi impensabili solo qualche mese fa.

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Nessuno potrà cancellare dalla storia del calcio biancorosso quello che hanno fatto Pizzulli, il suo staff, i ragazzi in campo. Sono loro e solo loro i veri eroi biancorossi, accompagnati dalla solita passione di tifosi che non hanno mai mollato, di una stagione cosi emozionante, ma per crescere nel calcio hai bisogno di soldi, che fino a quindici giorni fa erano finiti, di una società, che fino a quindici giorni fa non esisteva e di gente che ha fatto calcio, ha vinto, e che fino a quindici giorni fa non c’era. Ricordo l’anno storico della promozione in serie B. Bene, di quella squadra, se non ricordo male restò solo Scarnecchia (a proposito di Roberto, ma che fine ha fatto? Non era il supervisore dell’area tecnica?). Ci fu un velo di malinconia da parte dei tifosi per aver perso gli eroi che avevano portato il Barletta nella storia ma poi le stupenda cavalcata verso la salvezza nel primo anno di cadetteria azzerò tutto. Ora deve essere bravo Pizzulli, e sono sicuro che riuscirà nell’intento a scacciare via dallo spogliatoio mugugni e volti bassi e far coesistere i nuovi con quelli che rimarranno. Ma una grossa mano, a questo Barletta, che nonostante viva nell’indifferenza e negli errori delle istituzioni, sembra aver messo il primo paletto per una nuova rinascita, la devono dare i tifosi. Una situazione attuale, solo un mese fa, era impossibile da immaginare. La squadra è forte, la società c’è e allora tutti assieme dobbiamo spingere il veliero biancorosso verso porti più ambiziosi, più gratificanti, per la nostra storia, per la nostra passione.

 

[Matteo Tabacco, Gazzetta dello Sport]

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