Barletta 1922, il day-after tra porte aperte, fiducia e questione-stadio Di Paola: "Chiunque voglia avvicinarsi al Barletta per rafforzare la società è ben accetto"

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Responsabilità, entusiasmo e tanta carica, confidando in una complessiva “unità d’intenti”. E’ questa l’aura che ha avvolto l’insediamento di Michele Di Paola nella presidenza tripartita del Barletta 1922, completata da Giuseppe Pollidori e Giuseppe De Nicolò. Un’avventura nata “rispondendo con concretezza all’appello di tanti amici che hanno chiesto il mio intervento, tra cui Pino Pollidori”, ha spiegato Di Paola davanti a un pubblico entusiasta, finalmente rinfrancato dai primi risultati sul campo e fuori dopo un annus horribilis in Lega Pro e i tentativi di rialzarsi dall’uppercut-Perpignano condotti tra estate e autunno. Il day-after è tempo di analisi, considerazioni e obiettivi da tracciare.

Porte aperte-Capitale fresco e acquisti importanti: gli ingredienti immessi nel menù biancorosso di inizio dicembre sono sostanziosi e necessari. “Progettualità” è il mantra evocato a più riprese nella conferenza di ieri, insieme a una sana dose di realismo.  “Chiunque voglia avvicinarsi alla porta del Barletta è bene accetto-ha ammesso Di Paola a BarlettaSport-it-Serve continuità, e dipende da tanti fattori: noi ci mettiamo del nostro e sappiamo che fare calcio per pochi mesi non serve a nessuno”. Chiaro e coinciso: uniti si fa la forza, e in tal senso l’innesto di figure di fiducia come quella di Ruggiero Cristallo (ASSINPRO) può agire da addensante per le forze imprenditoriali cittadine. Spesso, nel calcio italiano, dilettantismo fa rima con improvvisazione: associazione che a Barletta si vuole evitare a ogni costo.

Di Paola e Pollidori

Calciomercato, trame da tessere fino al 17- Moscelli, Vicentin, Loiodice, Lacarra, Montrone e De Carlo: cinque senior della categoria e un Under che rimpolpi il parco dei giovani a disposizione di mister Pizzulli. Il sodalizio biancorosso ha calato la sestina, in attesa di nuovi innesti, pur a costo di sacrificare sull’altare dei partenti il capocannoniere Vincenzo Ladogana, passato al Gravina. Di Paola ha lasciato però porte aperte ad altri movimenti di qui al 17 dicembre, giorno di chiusura delle contrattazioni: “Il grosso è stato fatto, ma se ci sarà modo e possibilità cercheremo di alimentare ulteriormente il tasso tecnico della squadra, il tutto in totale accordo con il nostro bravissimo allenatore”. Equilibrio e qualità, doti che toccherà al tecnico unire e aggregare.

Michele Di Paola a 360 gradi sul progetto Barletta 1922.#BarlettaSport #calcio

Posted by BarlettaSport.it on Giovedì 10 dicembre 2015

 

 

Presentazione De Carlo, Moscelli, Loiodice, Vicentin, Montrone, Lacarra

Impiantistica, nota dolente-Dai bonus ai malus il passo è breve. Da una parte c’è una società chiamata a conquistarsi la fiducia dei tifosi, dall’altra un’amministrazione comunale che è stata sfiduciata dal consenso popolare sulla questione-stadio, magma burocratico nel quale il Barletta rischia di perdersi e perdere per lungo tempo la sede di gioco. In queste ore è in corso un incontro con esponenti del ConiServizi, finalizzato a far chiarezza sul tema-Puttilli.  “L’obiettivo concreto della società è rendere agibile la tribuna del Puttilli-ha ammesso Di Paola ieri sera-è quella la nostra casa. Per fare questo serve una grossa mano da parte di chi dirige la città. E’ vero che Barletta ha tanti problemi, ma nell’ambito sportivo l’emergenza stadio è quella più complessa”. Una sonora bocciatura alla proposta oggi in pole, coincidente con l’ampliamento del “Manzi-Chiapulin” a 1000 e rotti spettatori, rimedio più stringente ma anche meno gradito per quanto riguarda l’impiantistica cittadina: il Barletta vuole tornare a casa, sul campo e fuori.