Barletta 1922, Dicandia e quella domenica da secondo…allenatore Seconda panchina stagionale e grande grinta per l'estremo difensore barlettano

Barletta 1922, Dicandia e quella domenica da secondo…allenatore <small class="subtitle">Seconda panchina stagionale e grande grinta per l'estremo difensore barlettano</small>

Il calcio è una materia strana, bizzarra, caleidoscopica. La differenza di colori e sensazioni dipende però anche dagli occhi dello spettatore: succede così che Saverio Dicandia, numero 1 del Barletta 1922, titolare in 15 occasioni su 16 partite stagionali di campionato, si ritrovi in panchina nella sfida all’Atletico Vieste. Prima di ieri pomeriggio, solo la partita contro il Gravina non l’ha visto ai nastri di partenza. Stavolta mister Pizzulli gli ha preferito Diouf, portierino “Under” (classe 1997) arrivato dal Chieti nella fase finale delle contrattazioni invernali: non una bocciatura, ma una scelta legata alla possibilità di disporre di un “senior” in più tra i 10 calciatori di movimento, in particolare nel reparto avanzato.

Saverio Dicandia in panchina contro il Vieste

Nulla di strano, sin qui: scelte, obiettate da più di qualche tifoso in rete, ma comunque comprensibili. Al minuto 37 della partita contro i garganici, con il risultato bloccato sullo 0-0, l’arbitro Ponzio di Moliterno (da matita blu la sua direzione) allontana tra le proteste il mister biancorosso Massimo Pizzulli. Qui Dicandia diventa più che un “semplice” secondo: vive il resto della partita quasi da allenatore in seconda. Sbraccia in panchina, incita i compagni, carica i subentranti Vicentin e Loiodice, predica calma dopo il centro del vantaggio, sbraita dopo il centro del pareggio ospite. Quasi una partita nella partita.

 

“Anche fuori dal campo cerco d dare il massimo per questa maglia. Non si molla” ha scritto il 29enne barlettano questa mattina, “condividendo” su Facebook una foto che lo ritrae nel dare indicazioni. Dettagli, che possono però valere tanto: in un momento della stagione in cui si discute tanto dell’amalgama da ritrovare complici i movimenti di mercato, occorre che siano i “presenti” dal caldo agosto a infondere nel gruppo la grinta e la rabbia sportiva necessarie per ritrovare al più presto gli scenari calcistici a cui il Barletta aveva abituato e si era abituato. Vale tutto: anche reinventarsi allenatori per un giorno, accogliendo con positività la panchina.

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